Tragedia sfiorata al Tribunale di Bolzano, un edificio del Ventennio in stile razionalista, che alle 6.30 di mattina ha subito il crollo di una parte dove erano in corso lavori di ristrutturazione che ha coinvolto la parte centrale dell’edificio. Fosse accaduto un paio d’ore dopo, l’evento si sarebbe trasformato in tragedia, visto che sono circa in 150 le persone che lavorano quotidianamente nell’edificio. A quell’ora, a palazzo c’erano soltanto il portiere e sei addetti alle pulizie.
«È un miracolo», sono state le prime parole pronunciate dal presidente del Tribunale Francesca Bortolotti non appena è arrivata sul posto. Nell’edificio, che risale all’epoca fascista, erano in corso lavori per la sostituzione di alcuni pilastri dell’atrio al primo piano. Sarà compito dell’inchiesta, avviata contro ignoti con l’ipotesi di crollo colposo, e dei periti, stabilire l’esatta causa del cedimento che ha sventrato la parte centrale del palazzo, incluso l’atrio.
Il cedimento dei pilastri ha fatto collassare circa un quarto dell’intera struttura, portandosi via le aule della Corte d’Assise e i quattro piani sovrastanti. Dal 2018 l’edificio è di proprietà della Provincia di Bolzano che ha immediatamente attivato una ricerca immobiliare per rinvenire un edificio dove ospitare il lavoro dei 150 funzionari in servizio al Tribunale.
Per ovviare ai disagi, il ministero di Giustizia sta operando per consentire al personale del tribunale di lavorare da remoto, visto che ora la priorità è far ripartire la macchina giudiziaria. Disposto il rinvio a data da destinarsi di tutte le udienze civili e penali, ad eccezione di quelle urgenti.
Critiche sono arrivate dall’Associazione nazionale magistrati che lamenta da tempo, in un dossier con 500 immagini consegnato al governo «il degrado di numerosi uffici giudiziari. È incomprensibile che si continui a discutere dell’apertura di piccoli tribunali quando lo Stato non è ancora in grado di garantire condizioni di sicurezza e dignità negli uffici giudiziari».
Le operazioni di bonifica sono proseguite per tutto il giorno, sul posto anche le unità cinofile per gli accertamenti. Protezione Civile e Vigili del Fuoco raccontano di non aver mai visto nulla del genere: «scena devastante, tanto da temere all’inizio che si trattasse di un attentato – spiega Christian Auer, ispettore antincendio capo del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano -. Ipotesi, questa, poi subito scartata dopo i primi controlli».
Intanto, il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati, ha disposto la chiusura della piazza per facilitare il lavoro di sgombero delle macerie e una prima cernita dei materiali.
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