La maggiore autonomia per le regioni ordinarie è una scatola vuota che serve ben a poco se questa non viene accompagnata dai soldi. Secondo Claudio Durigon, vicesegretario della Salvini premier con delega per i territori del Centro-Sud, le pre-intese da sole non sono sufficienti: «no, assolutamente no. Al contrario, se le risorse per alimentare le autonomie non ci sono, diventa un problema. È il tema caldo di questi mesi: la Finanziaria dovrà essere coraggiosa. Sono certo che il ministro Giorgetti saprà dare le risposte che il Paese attende. Proprio l’autonomia potrà essere la leva per una legge di bilancio innovativa» ha detto il vicesegretario in un passaggio di un’intervista a un quotidiano.
Di fatto, le quattro pre-intese approvate da Camera e Senato che attendono ora di essere trasformate in altrettante leggi dello Stato da approvare a maggioranza assoluta senza modifiche, pena innescare un pericoloso gioco dell’oca, sono solo delle scatole sotto vuoto politico, la solita fuffa buona solo per gettare fumo in un elettorato settentrionale sempre più deluso, impoverito e trascurato dalla politica.
Puntuale il commento di “Patto per il Nord”: secondo il segretario federale, Paolo Grimoldi, «se un big della Salvini premier come Claudio Durigon dice che senza soldi le pre-intese per l’Autonomia differenziata con le Regioni non servono a nulla, allora bisogna credergli. Alla domanda dell’intervistatore, che gli chiede se bastano le pre-intese, Durigon risponde testualmente “no, assolutamente no. Se le risorse per alimentare le autonomie non ci sono, diventa un problema”. Ma il problema già c’è ed è rappresentato dal fatto che stanno prendendo in giro milioni di cittadini del Nord».
Grimoldi punta all’obiettivo grosso: «chi dovrebbe dare i soldi per l’Autonomia, infatti, è il Governo, cioè il vicepremier Salvini, segretario di partito di Durigon. Allora perché non chiede direttamente a lui le risorse? Stanno facendo il gioco delle tre carte sulla pelle dei nostri territori».
E se la Salvini premier cade sempre di più nelle intenzioni di voto degli italiani, superata prima da Avs e ora da Futuro nazionale, un motivo c’è ed è quello della perdita di credibilità politica per quel personaggio cresciuto tra centri sociali milanesi e bighellonaggio politico tra consigli comunali e parlamenti vari, senza mai avere lavorato seriamente in vita sua, salvo cadere sempre in piedi, nonostante i ripetuti fallimenti politici di cui è stato responsabile in prima persona, sia da segretario di partito che da ministro.
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