Nonostante lo scenario internazionale segnato da crescente frammentazione geopolitica e commerciale, il porto di Trieste ha chiuso il primo semestre del 2026 in crescita, con un +2,74% della movimentazione complessiva che è stata di 29,5 milioni di tonnellate rispetto al primo semestre 2025. Sommando i risultati dei porti di Trieste e Monfalcone, il Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale registra nel semestre più di 31 milioni di tonn movimentate (+0,67%), consolidando il posizionamento dei due porti, confermatisi nel 2025 primo sistema portuale italiano per volumi complessivi, con oltre 64 milioni tonn movimentate.
L’andamento non è uniforme: all’espansione delle rinfuse liquide (20,7 mln tonn; +5%, confermando il ruolo strategico del porto di Trieste come punto principale di approvvigionamento energetico petrolifero per l’Europa centro-orientale) e del “Ro-Ro” (163.752 unità movimentate; +5,37%) si contrappongono la flessione dei container (367.428 TEU; -3,97%) e dei collegamenti ferroviari (movimentati 3.726 treni; -8,29%).
La Turchia si conferma primo partner per volumi di merci movimentate via mare dell’Italia e lo scalo giuliano consolida la funzione di porta di accesso privilegiata ai traffici “Ro-Ro” diretti verso il cuore del continente. Da rilevare, tuttavia, la crescita dei collegamenti con l’Ungheria (+10,7%) e il Lussemburgo (+15%), mentre tra le principali relazioni ferroviarie Colonia (+34%) supera Budapest e diventa la prima destinazione dello scalo nel semestre, davanti a Cremona (+18,4%) e Bettembourg (+15%). Le merci varie si attestano a 8.696.875 tonnellate (-2,30%), mentre le rinfuse solide raggiungono 57.597 tonnellate (+4,82%) rispetto al primo semestre 2025.
Nei primi sei mesi 2026 il porto di Monfalcone ha movimentato 1,7 mln tonnellate di merce (-24,90%), risultato dovuto soprattutto alla contrazione delle rinfuse solide, pari a 1,2 mln tonnellate (-34,90%), determinata in larga misura dal calo dei prodotti metallurgici (-33,81%).
Sul confronto incide anche il livello eccezionalmente elevato dei volumi registrati nel 2025, quando molte imprese avevano anticipato gli approvvigionamenti in vista dell’entrata in vigore del “Carbon Border Adjustment Mechanism” (CBAM). In controtendenza, le merci varie crescono del 23,23%, raggiungendo 488.000 tonnellate, trainate soprattutto dai cereali (+57,40%).
I veicoli commerciali si attestano a 49.516 unità (-9,05%), un dato influenzato anche dallo slittamento al mese di luglio dell’arrivo di una nave inizialmente prevista a giugno. Sul fronte ferroviario, a Portorosega sono stati operati 1.032 treni (-9,87%). Il calo riflette l’andamento di alcune merceologie e le criticità infrastrutturali della rete nazionale.
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