La Conferenza delle Regioni riunita al Mimit sul futuro della politica industriale

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conferenza delle regioni
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso attorniato dai sottosegretario Mara Bizzotto e Fausta Bergamotto.

Il ministero delle Imprese e del “Made in Italy” ha ospitato in vertice della Conferenza delle regioni sulle politiche industriali presieduto dal ministro Adolfo Urso alla presenza dei sottosegretari Fausta Bergamotto e Mara Bizzotto. Sul tavolo le Zes in base alle norme Ue, il riordino degli aiuti alle aziende, le proposte sull’Industrial accelerator act.

Da parte delle regioni Veneto ed Emilia Romagna si è chiesta l’estensione delle Zes, le Zone economiche speciali che ora si fermano al confine tra le Marche e l’Emilia Romagna anche alle altre regioni del Nord, a partire da Veneto ed Emilia Romagna, con quest’ultima che, similmente a quanto accaduto dalle Marche rispetto all’Abruzzo, risente dell’attrazione degli investimenti delle aziende regionali verso le Marche, dove gli incentivi sono decisamente più alti di quelli disponibili in regione.

Il vicepresidente dell’Emilia Romagna, Vincenzo Colla è stato chiaro: «è necessario estendere le Zone economiche speciali anche ai territori fragili dell’Emilia Romagna per favorire lo sviluppo della montagna e delle aree interne e attrarre investimenti». 

Secondo Colla «è importante che i criteri per l’individuazione delle Zone economiche speciali tengano conto anche delle specificità territoriali delle regioni del Centro-Nord, perché anche da noi persistono aree caratterizzate da fragilità demografiche, difficoltà di accesso ai servizi, difficoltà logistiche e minore capacità di attrarre investimenti. Pur essendo una delle aree economicamente più dinamiche del Paese, l’Emilia Romagna presenta differenti condizioni strutturali man mano che ci si allontana dalla via Emilia. Questi territori richiedono dunque interventi mirati per favorire crescita, innovazione e coesione territoriale e strumenti come le Zes possono rappresentare una leva concreta per rafforzare la competitività delle imprese, attirare nuovi investimenti, contrastare lo spopolamento e sostenere nuova occupazione qualificata». 

Sullo stesso piano l’assessore allo sviluppo economico del Veneto, Massimo Bitonci: «la Zona Logistica Semplificata Venezia-Rodigino – ma menopotenterispetto ad una Zes – ha dimostrato che la semplificazione amministrativa è uno strumento concreto per rafforzare la competitività del sistema produttivo e attrarre nuovi investimenti. Ora serve un ulteriore salto di qualità, estendendo alcuni strumenti a tutto il territorio regionale e potenziando le misure di sostegno alle imprese». 

Pur puntando all’obiettivo principale di estendere le potenzialità delle Zes a tutte le regioni del Nord, realtà che, a differenza di quelle del Sud, stanno registrando un aumento della povertà pur rimanendo su un livello di sviluppo maggiore, Bitonci punta ad essere realistico: «abbiamo chiesto l’estensione dell’Autorizzazione unica semplificata a tutta la Regione, affinché tutte le imprese venete possano beneficiare di procedure più rapide ed efficienti. Parallelamente, occorre ampliare gli strumenti incentivanti, in particolare i crediti d’imposta, per sostenere nuovi insediamenti e rafforzare la capacità competitiva del Veneto». 

Bitonci ha infine espresso apprezzamento per la proposta del ministro Urso di coinvolgere anche le regioni del Nord nel programma europeo dedicato alle Zone di accelerazione industriale.

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