Depurazione del bacino gardesano: nuovo progetto da 300 milioni di euro

Definito il progetto per la sponda bresciana. L'intera opera dovrà essere conclusa entro il 31 dicembre 2034

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depuratore del bacino gardesano depurare le acque reflue

Un investimento da oltre 314 milioni di euro per ridisegnare il sistema di collettamento e depurazione del bacino gardesano delle fognature della sponda bresciana del Lago di Garda: questo il Progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) presentato dal commissario straordinario, il prefetto di Brescia, Andrea Polichetti, insieme ad Acque Bresciane, Aato Brescia e agli enti coinvolti.

L’intervento prevede la realizzazione di 60 chilometri di nuovi collettori, cinque stazioni di sollevamento, una doppia condotta sublacuale di 9,8 chilometri tra Toscolano Maderno e Salò e un nuovo depuratore in località Esenta di Lonato del Garda, individuata come soluzione ritenuta più idonea dopo il confronto tra sei ipotesi progettuali.

L’impianto avrà una capacità di trattamento fino a 200.000 abitanti equivalenti. Secondo il cronoprogramma illustrato, il primo lotto sarà completato entro il 2030, mentre l’intera opera dovrà essere conclusa entro il 31 dicembre 2034. Il progetto punta anche sull’economia circolare, con il riutilizzo delle acque depurate per irrigare circa 700 ettari di terreni agricoli e sistemi di recupero energetico attraverso fotovoltaico e produzione di biogas, con l’obiettivo di raggiungere oltre il 40% di autosufficienza energetica entro il 2035.

A settembre prenderà il via l’iter autorizzativo con la Conferenza dei servizi e la Valutazione di impatto ambientale (Via). «Il Lago di Garda rappresenta un patrimonio ambientale, economico e sociale di valore nazionale», ha sottolineato il commissario straordinario Andrea Polichetti, evidenziando la necessità di procedere «con una tempistica celere» nel rispetto degli standard ambientali europei.

Una volta realizzato l’impianto per la sponda bresciana, quella veronese continuerà a scaricare sull’esistente depuratore di Peschiera che verrà sollevato dai volumi in arrivo dalla sponda bresciana attraverso la condotta subacaule che tra Toscolano e Torri del Benaco attraversa l’intero bacino e che è sempre più a rischio di rotture con conseguente inquinamento del bacino per via della sua vetustà. Dovrebbero risolversi anche i frequenti episodi di tracimazione dai troppo pieno del collettore fognario in presenza di piogge che finiscono per riversarsi nel basso lago di Garda per via della mancata separazione tra acque bianche e nere ancora presente in molti, troppi comuni rivieraschi.

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