Granchio Blu il caldo ne favorisce la prolificazione

266
Blue Crab Granchio blu

Le temperature record delle acque marine colpiscono duramente le produzioni di cozze, vongole di lagune, stagni e mare, ma il granchio blu non ne risente e continua a diffondersi senza ostacoli. Confcooperative Agroalimentare e Pesca segnala un peggioramento della crisi lungo tutta la costa, dall’Alto Adriatico al Tirreno, isole comprese, indicando però anche nuove contromisure messe in campo per arginarlo.

La trasformazione del granchio blu da problema a soluzione passa attraverso la sua valorizzazione alimentare, a partire dai vasetti di polpa e chele di granchio blu a marchio italiano pronti all’uso annunciate dal Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine. Si tratta di valorizzare un prodotto abbondantissimo ma di scarso interesse economico ed evitare sprechi di risorse pubbliche per lo smaltimento, andando incontro ai consumatori italiani, 6 su 7, invogliati ad assaggiarlo, ma frenati dalla difficoltà di pulizia.

La crisi ha raggiunto livelli critici nei primi mesi 2026. In Friuli Venezia Giulia, in soli quattro mesi è stato pescato l’equivalente di tutto il 2025. Una presenza estesa al mare aperto fino a 4 miglia dalla costa. L’epicentro del granchio blu resta il Delta del Po, ma il fenomeno è più ampio e interessa la Laguna di Venezia, quelle di Grado e Marano e poi le coste veneto-romagnola, di Marche, Abruzzo e Puglia adriatica. Stabile ormai la presenza del granchio blu anche sul versante tirrenico, in laguna di Orbetello, nella foce dell’Arno, oltre che in Sardegna, Sicilia e Calabria.

«Il Delta del Po è l’areale ideale per proliferare – spiega Giuseppe Castaldelli, professore di Ecologia dell’Università di Ferrara -. E’ un habitat perfetto per il ciclo riproduttivo: i maschi risalgono verso le acque dolci durante la muta, mentre le femmine restano vicino alla foce per riprodursi più volte nel corso della vita». Secondo Castaldelli, il 2017 è il punto di non ritorno: le catture inferiori a 1,5 kg per barca l’anno sono diventate 9.124 kg nel 2023. Un’invasione non del tutto attribuibile ai cambiamenti climatici ma alla particolare ecologia del Delta del Po, dove le correnti adriatiche portano nutrienti che alimentano il fitoplancton e, di conseguenza, i molluschi di cui si nutre il granchio blu.

Secondo gli studi della ricercatrice Anna Gavioli dell’Università di Ferrara, per contrastare il fenomeno non basta la sola cattura. Per gli esemplari adulti il predatore principale resta l’uomo, ma per quelli giovanili conta il recupero di specie autoctone come spigola, orata, anguilla, pesce serra e ghiozzo gò, favorendo la pesca professionale e ricreativa per ricostruire l’equilibrio dell’ecosistema e contenere nel tempo la popolazione del granchio blu.

Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, per evitare di sprecare risorse nello smaltimento, ha deciso di cambiare strategia valorizzando commercialmente il granchio blu. Il presidente Paolo Mancin ha annunciato l’avvio produttivo di vasetti di granchio blu in tre varianti: chele, filetto e mix di polpa. Se finora il pescato veniva lavorato in Sri Lanka da una multinazionale per i mercati esteri, una parte rimarrà ora in Italia a marchio del Consorzio. Questa scelta punta a intercettare, secondo Confcooperative, il grande interesse dei consumatori italiani. Offrire prodotti già pronti rappresenta così un’opportunità di reddito e una nuova strada per l’intera filiera ittica nazionale.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata