Il consiglio di amministrazione di Fantic Motor, il gruppo veneto di moto ed e-bike con sede a Santa Maria di Sala (Venezia) posseduto da una cordata di imprenditori riuniti in Venetwork, ha approvato gli accordi di ristrutturazione del debito raggiunti con i creditori, primo passo per chiudere la composizione negoziata avviata nel giugno 2025.
Gli accordi del gruppo motoristico guidato da Mariano Roman, presidente anche di Ancma Confindustria, hanno superato la soglia del 60% dei crediti — secondo alcune indicazioni le adesioni sarebbero vicine al 90% — e ora il gruppo chiederà al Tribunale di Venezia l’omologa, attesa entro fine settembre.
Gli accordi prevedono un processo di ristrutturazione per Fantic, dove l’esposizione verso i fornitori è di 10 milioni, per la controllata bolognese Motori Minarelli (22 milioni) e un piano di risanamento della controllata Bottecchia Cicli. Il piano di rilancio punta a concentrare la produzione sulle moto di maggior valore e sull’enduro, raccogliendo tutte le biciclette nella controllata Bottecchia. È prevista la costituzione di una “newco” in cui far confluire le attività operative e l’ingresso di un nuovo investitore — secondo alcune indicazioni potrebbe essere Invitalia — con una quota vicina al 50% e un apporto di capitale di 20 milioni. Ai creditori il piano prospetta il pagamento del 55% dei crediti dopo l’omologa, oppure dell’85% della quota capitale in tre tranche tra il 2026 e il 2028.
La crisi era scoppiata tra il 2023 e il 2024, dopo gli anni del boom dell’e-bike a cavallo del Covid: il blocco improvviso di quel segmento e il calo della domanda di moto avevano imposto vendite a sconto e svalutazioni, aggravate dall’incendio nel 2023 del magazzino della Bottecchia appena acquisita, costato 10 milioni. I ricavi erano scesi dai 150 milioni del 2021, con nove milioni di utile, ai 100 milioni del 2024 con oltre 90 di perdite, e il patrimonio netto, positivo per oltre 60 milioni nel 2023, era diventato negativo per quasi 50. Per reggere l’urto i soci erano intervenuti tra il 2023 e il 2024 con aumenti di capitale per 43 milioni.
Intanto, mentre i dipendenti in Veneto sono in contratto di solidarietà, a inizio luglio, a Bologna, è stato firmato l’accordo con i sindacati su Motori Minarelli, risolvendo con 67 uscite volontarie la richiesta iniziale di 90 licenziamenti su 200 dipendenti.
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