Per Alto Adige e Trentino il livello di emergenza per la siccità rimane “medio”: la conferma arriva dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici delle Alpi orientali che ha, invece, portato da “medio” ad “alto” il livello di allerta per le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Secondo l’Agenzia per l’ambiente e la tutela del clima di Bolzano, la situazione nelle regioni limitrofe è «significativamente più drammatica rispetto all’Alto Adige». Ciò è dovuto al fatto che in Alto Adige si sono verificati ripetutamente temporali di calore. Inoltre, il fabbisogno idrico in Alto Adige può essere soddisfatto per una quota importante tramite numerosi pozzi e necessita quindi in misura minore di prelievi diretti dai corsi d’acqua superficiali.
Le Province di Bolzano e Trento, in collaborazione con le aziende energetiche titolari delle concessioni idroelettriche Alperia e Dolomiti Energia, grazie a un’attenta gestione della produzione in diverse centrali dotate di bacini di accumulo, ha quasi completamente compensato il cosiddetto “hydro-peaking” sull’Adige, mantenendo costante per settimane la portata presso la stazione idrometrica in corrispondenza del ponte San Lorenzo a Trento a circa 130-140 mc/s. In questo modo è possibile garantire la portata minima di 80 mc/sec a Boara Bisani per l’approvvigionamento idrico potabile locale e assicurare una riserva minima per i terreni agricoli della zona. A Boara Pisani sono necessari 70-80 mc/sec di portata continua per impedire che l’acqua salata rifluisca attraverso la foce del fiume.
Le società energetiche Alperia e Dolomiti Energia hanno rinunciato ad entrate maggiori fornendo acqua proveniente dai bacini di accumulo al di fuori dei periodi di produzione di punta, che garantirebbe prezzi migliori. «Con questa misura – sottolinea la nota – si è tuttavia contribuito ad alleviare in modo significativo l’emergenza in Veneto, a beneficio della popolazione locale e degli agricoltori».
«Sarebbe presuntuoso credere che l’approvvigionamento idrico per la popolazione e l’agricoltura nella parte bassa dell’Adige possa essere garantito per mesi esclusivamente grazie al deflusso dai bacini di accumulo» spiega il direttore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Bolzano, Flavio Ruffini. Al momento nessuno può dire quanto durerà questa situazione e se le persone che vivono lungo l’Adige non avranno ancora urgente bisogno dell’acqua stoccata nei bacini di accumulo per l’approvvigionamento idrico potabile. Infatti, una volta esaurita questa riserva, non ce ne sono altre, a meno che non torni a piovere in modo prolungato.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata

































