La sfida non è più soltanto parlare di ESG. È riuscire a portare sostenibilità, impatto e progetti a beneficio comune dentro la quotidianità delle piccole e medie imprese e degli enti locali, trasformando principi e norme in iniziative realizzabili, finanziabili e misurabili.
È attorno a questo passaggio, molto concreto, che oggi pomeriggio a Palazzo Balbi si sono incontrati Regione del Veneto e sistema dei Commercialisti. Un confronto che parte da VENEXUS, la piattaforma digitale regionale nata per mettere in relazione chi ha un progetto capace di produrre un beneficio per la comunità con le imprese disponibili a sostenerlo, ma che guarda già oltre lo strumento tecnologico: alla costruzione di una rete di competenze capace di farlo arrivare davvero nei territori.
Per la Regione hanno partecipato Marco Zecchinato, assessore con competenze, tra le altre, in materia di Enti locali, imprese ESG, società benefit e progetti a beneficio comune; il consigliere regionale Eric Pasqualon, delegato alla piattaforma VENEXUS; e Idelfo Borgo, direttore della Direzione ICT e Agenda Digitale.
Dall’altra parte del tavolo, una rappresentanza articolata della professione: David Moro, consigliere tesoriere del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili; Pierantonio Biasotto, presidente dell’ODCEC di Treviso; Marco Sambo, presidente dell’ODCEC di Venezia; Francesco Savio, presidente dell’ODCEC di Padova; Camilla Menini, presidente di ADCEC Tre Venezie, e Chiara Marchetto, presidente di SAF Triveneta.
Dalla piattaforma all’economia reale
VENEXUS dà attuazione alla Legge regionale 10/2024 e punta a creare un punto di incontro tra i promotori di progetti a beneficio comune e società benefit e imprese ESG, favorendo iniziative con ricadute sociali, ambientali, culturali e territoriali.
Ma proprio il confronto di Palazzo Balbi ha messo a fuoco uno dei passaggi più interessanti della partita: una piattaforma, da sola, non basta.
Perché un Comune di piccole dimensioni possa trasformare un bisogno del territorio in un progetto strutturato, o perché una PMI possa individuare e sostenere un’iniziativa coerente con i propri obiettivi ESG, servono competenze, accompagnamento e la capacità di mettere in relazione soggetti che spesso utilizzano linguaggi differenti.
Da qui la riflessione sull’ampliamento della platea dei soggetti coinvolti e sull’evoluzione delle modalità di matching tra chi propone un progetto e chi può sostenerlo. Non tutti i territori hanno le stesse esigenze, così come non tutte le imprese hanno la medesima dimensione, organizzazione o capacità di investimento. La piattaforma dovrà quindi riuscire a intercettare progettualità molto diverse tra loro senza perdere semplicità e accessibilità.
Commercialisti come infrastruttura professionale del territorio
È in questo spazio che emerge il ruolo dei Commercialisti.
La loro presenza diffusa accanto alle PMI e, contemporaneamente, negli organismi di controllo e nelle strutture di governance degli enti pubblici consente alla Categoria di osservare il tema da una posizione particolare: tra impresa, amministrazione, regole e sostenibilità economica dei progetti.
Il punto emerso durante l’incontro è proprio questo: utilizzare questa rete professionale per fare da cerniera tra lo strumento regionale e l’economia reale, aiutando imprese e amministrazioni a comprendere non soltanto come funziona VENEXUS, ma quali progetti possono essere costruiti, con quali obiettivi e attraverso quali indicatori possa esserne valutato l’impatto.
Una funzione che diventa ancora più significativa guardando alla struttura economica del Veneto, caratterizzata da una larghissima presenza di PMI, e alla frammentazione amministrativa del territorio regionale.
Il Veneto conta infatti 560 Comuni. Per molte amministrazioni di minori dimensioni il tema non è soltanto individuare una buona idea, ma disporre delle competenze necessarie per trasformarla in un progetto, strutturarne gli obiettivi, misurarne i risultati e comunicarne il valore.
Una rete formativa dal Triveneto ai territori
Il secondo fronte aperto a Palazzo Balbi riguarda quindi la formazione.
L’ipotesi è quella di costruire un percorso nel quale possano convergere le competenze della Regione con la rete dei 13 Ordini dei Commercialisti del Triveneto, ADCEC Tre Venezie e SAF Triveneta, inserendo VENEXUS nel più ampio processo di crescita delle competenze professionali sui temi ESG.

Non una formazione soltanto normativa. L’obiettivo è lavorare sulla capacità di utilizzare concretamente gli strumenti disponibili e di accompagnare imprese ed enti nella progettazione.
Tra le possibilità discusse figurano incontri nelle diverse province e webinar dedicati, con un’attenzione specifica proprio ai Comuni e agli enti locali.
La logica è quella della prossimità: portare competenze e strumenti vicino ai luoghi nei quali i progetti devono nascere, evitando che sostenibilità ed ESG rimangano concetti percepiti come patrimonio delle sole grandi organizzazioni.
Dai progetti alla misurazione dell’impatto
C’è poi un ulteriore passaggio che potrebbe diventare centrale nell’evoluzione del progetto: misurare ciò che viene generato.
Parlare di beneficio comune significa infatti andare oltre la realizzazione materiale di un’iniziativa. Occorre essere in grado di definire obiettivi, indicatori, risultati e ricadute per il territorio.
Ed è proprio su questa frontiera che le competenze economiche, aziendali e di governance della professione possono diventare particolarmente utili.
Durante l’incontro è stata quindi affrontata anche la possibilità di mettere a disposizione della Regione competenze specialistiche attraverso tavoli tecnici e momenti di approfondimento, secondo un modello di interlocuzione istituzionale già sperimentato dalla Categoria a livello nazionale.
Verso una collaborazione strutturata
Quello di Palazzo Balbi rappresenta dunque più un punto di partenza che un punto di arrivo.
Tra le ipotesi emerse c’è infatti la possibilità di arrivare a forme strutturate di collaborazione, eventualmente attraverso un protocollo dedicato e un programma condiviso di iniziative formative, informative e territoriali.
La prospettiva è interessante perché tiene insieme tre livelli normalmente separati: l’infrastruttura digitale pubblica, la conoscenza professionale e la presenza capillare sui territori.
Se il percorso prenderà forma, VENEXUS potrebbe così diventare non soltanto uno spazio digitale nel quale far incontrare progetti e imprese, ma uno degli strumenti attraverso cui costruire una più ampia cultura del beneficio comune nel sistema produttivo veneto.
La vera partita dell’ESG, soprattutto nel tessuto economico del Nord Est, si giocherà infatti proprio qui: nella capacità di far passare la sostenibilità dalla dichiarazione d’intenti alle decisioni delle imprese, dai grandi obiettivi ai progetti locali e dagli indicatori ai benefici concretamente percepibili dalle comunità.
Ed è su questo terreno che Regione e Commercialisti hanno iniziato oggi a costruire il prossimo passo.
Massimo Casagrande































