Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la sospensione del blocco delle auto diesel Euro5, che era previsto entrare in vigore dall’1° ottobre in regione così nelle altre regioni del Bacino padano. L’applicazione della limitazione della circolazione è rimandata di un anno, all’1° ottobre 2027.
Per permettere la sospensione vengono adottate misure compensative idonee a raggiungere livelli di riduzione delle emissioni inquinanti coerenti con i vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, come la fissazione di un tetto alle temperature del riscaldamento di uffici e negozi, la possibilità di agevolare il lavoro da remoto di alcune categorie di dipendenti pubblici, agevolazioni per il trasporto pubblico locale e nuovi eco–incentivi.
Soddisfatti del provvedimento approvato con il favore di 32 consiglieri, con due contrari e undici astenuti cittadini e imprese in possesso di veicoli Diesel Euro5, ancora sostanzialmente recenti, ma obsoleti secondo gli ukaze della demagogia ambientalista, senza considerare che questo genere di mezzi, se alimentati con i nuovi carburanti a basso impatto ambientale, già presente sulla rete distributiva, possono ridurre considerevolmente le emissioni, al 90% per gli Euro6, qualcosa di meno per gli Euro5 e Euro4.
Secondo Confartigianato imprese Veneto, in regione circolano 636.000 veicoli Diesel Euro5, pari al 16,5% del parco circolante. Al tempo stesso, la diffusione delle auto ibride ed elettriche è in crescita: tra il 2021 e il 2025 si è passati da 3.402 a 9.993 auto ogni 100.000 veicoli circolanti. Il rinnovo del parco circolante, tuttavia, procede a una velocità ancora contenuta. Nel 2025 le immatricolazioni di autovetture nuove sono state inferiori del 20,5% rispetto al 2019, con cali particolarmente marcati in Veneto (-33,3%), Friuli Venezia Giulia (-38,2%) e Valle d’Aosta (-50,8%).
Per Confartigianato si tratta quindi di una decisione che evita nell’immediato un impatto economico rilevante su famiglie, lavoratori e imprese e consente di utilizzare il prossimo anno per accompagnare il rinnovo del parco circolante con misure più efficaci e sostenibili.
E la penetrazione delle nuove tecnologie, a partire dall’elettrificazione della mobilità, va a rilento: nei primi cinque mesi 2026 le auto elettriche a batteria hanno rappresentato circa l’8,2% delle nuove immatricolazioni in Italia, in crescita rispetto al 6,2% del 2025, ma ancora al di sotto del 21,4% dell’obiettivo europeo che di fatto è un ukaze irrealizzabile, a partire dalla prima responsabile di questa situazione, quell’Ursula von der Leyen che scorrazza sulle strade a bordo di ammiraglie a 8 cilindri o per aria a bordo di inquinantissimi aerotaxi anche per fare pochi chilometri.
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