Caro caffè al bar +24,2% in 5 anni: a Bolzano il record nazionale

Indagine Assoutenti: in 11 città tutte nel NordEst sopra 1,4 euro. Messina è la più economica.

358
Caro caffè al bar caffè

In Italia e soprattutto a NordEst, è caro caffè al bar: un espresso costa oggi in Italia quasi un quarto in più rispetto a cinque anni fa. Lo afferma il Centro di formazione e ricerca sui consumi che, in collaborazione con Assoutenti, ha realizzato un nuovo studio sui prezzi della classica tazzina analizzando i nuovi rincari che hanno interessato il caffè nel corso del 2026.

Una spinta sui prezzi dovuta anche alle condizioni internazionali del mercato: le esportazioni di caffè colombiano stanno subendo una grave interruzione logistica a causa del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese. Sulla base dei dati ufficiali del Mimit raccolti nelle varie province italiane, emerge che l’espresso costa in media in Italia 1,29 euro, ben 25 centesimi in più rispetto al 2021, con un incremento medio del +24,2%, ma con un andamento molto diversificato a seconda delle zone d’Italia.

Bolzano si conferma la città con il caro caffè al bar più pesante, pari a 1,51 euro a tazzina, seguita da Pescara con 1,49 euro, ma in totale ben 11 province, tutte nel NordEst, hanno raggiunto o superato la soglia psicologica di 1,4 euro a caffè (Ferrara, Belluno, Ravenna, Trieste, Parma, Trento, Padova, Treviso e Udine).

Sul versante opposto della classifica, Messina risulta oggi la città più economica, con un prezzo medio di 1,06 euro, tallonata da Catanzaro (1,08 euro); assieme ad Aosta, Siracusa, Varese, Roma e Pistoia sono le uniche province con un prezzo inferiore a 1,20 euro.

Se però si analizza l’andamento del caro caffè al bar negli ultimi 5 anni, si scopre che l’incremento più pesante si è avuto a Pescara, dove il prezzo della tazzina è salito del +49% rispetto al 2021, seguita da Parma (+41%), Bari (+39,5%, e dalla patria del caffè, ossia Napoli (+37,8%). Le province con gli aumenti più contenuti sono Aosta, che segna appena un +6,7% in cinque anni, Cagliari, Biella e Reggio Emilia, con rincari attorno al +15%.

«Rincari che tuttavia non sembrano alimentati dalle quotazioni alle stelle della materia prima – avvisa il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi -. Rispetto ai 5.600 dollari la tonnellata raggiunti nel 2025, le quotazioni del Robusta si attestano oggi attorno ai 3.900 dollari, mentre per l’Arabica i prezzi sui mercati scendono vicino ai 3,20 dollari per libbra, rispetto agli oltre 4 dollari dello scorso anno. Alla base degli aumenti registrati ai bar ci sono altri fattori, come il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore».

«Le analisi di settore ci dicono che in fatto di caffè le abitudini degli italiani stanno cambiando – avvisa il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso -. Si registra infatti un sensibile incremento dei consumi per il caffè in chicchi o già macinato, che nel 2026 segna in Italia un aumento delle vendite del +33%, con un numero crescente di italiani che lo preferisce a cialde e capsule da utilizzare nella cara vecchia caffettiera. Una tendenza che, unitamente ai continui rincari della tazzina, potrebbe presto portare a minare il primato dell’espresso al bar, oggi rito irrinunciabile per milioni di cittadini».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata