Può cominciare con una carta di credito gestita da qualcun altro. Con un conto corrente al quale non si ha accesso. Con la richiesta di giustificare ogni spesa, oppure con un lavoro al quale si rinuncia perché qualcuno promette di occuparsi di tutto.
Comportamenti che possono essere scambiati per premure, attenzioni, persino manifestazioni d’amore. E che invece possono nascondere una forma di violenza tanto pervasiva quanto difficile da riconoscere: la violenza economica.
È da questa consapevolezza che nasce “Pensavi fosse amore…”, la campagna di sensibilizzazione ideata e promossa congiuntamente dal Comune di Vicenza e dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza.
Un progetto che parte dal territorio, nasce anche dall’esperienza professionale dei commercialisti e assume oggi una dimensione nazionale: presentato il 21 ottobre al Senato della Repubblica, ha ottenuto il patrocinio di ANCI e sarà messo a disposizione di tutti i Comuni italiani.
Questa mattina, nella sede dell’Ordine a Palazzo del Monte di Pietà, la campagna è stata presentata alla città, alla presenza della vicesindaca e assessora alle Pari opportunità Isabella Sala, dell’assessore alle Politiche sociali con delega al contrasto alla violenza di genere Matteo Tosetto, del presidente dell’ODCEC di Vicenza Francesco Ferronato e della presidente del Comitato Pari Opportunità Elisabetta De Toma.
Quando le competenze professionali diventano responsabilità sociale
Per l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Vicenza l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come le competenze economiche, finanziarie e giuridiche della professione possano contribuire ad affrontare problemi che investono direttamente i diritti e la libertà delle persone.
Perché l’autonomia economica non riguarda soltanto la disponibilità di un reddito o di un patrimonio. Riguarda la possibilità di compiere scelte indipendenti, partecipare alla vita lavorativa, gestire le proprie risorse e costruire liberamente il proprio futuro.
«Noi commercialisti siamo abituati a parlare di numeri, patrimonio, reddito ma sappiamo bene che dietro ad ogni numero ci sono famiglie, progetti di vita e scelte che devono essere compiute liberamente», ha sottolineato Francesco Ferronato, presidente dell’ODCEC di Vicenza. «Ecco perché credo che la nostra professione possa e debba offrire un contributo anche per contrastare la violenza economica e dare un supporto alle vittime di violenza economica».
Il presidente ha rivolto un ringraziamento al Comitato Pari Opportunità, a Elisabetta De Toma e ai professionisti che hanno lavorato all’iniziativa, oltre che al Comune e alle realtà che hanno scelto di sostenerla.
È proprio nel lavoro del Comitato Pari Opportunità che si trova uno degli elementi distintivi del progetto: portare l’esperienza quotidiana della professione dentro una campagna pubblica di prevenzione, trasformando la conoscenza delle dinamiche economiche e patrimoniali in uno strumento di sensibilizzazione sociale.
Il ruolo del Comitato Pari Opportunità: riconoscere la violenza per restituire libertà
A guidare questo impegno è Elisabetta De Toma, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’ODCEC di Vicenza, che ha richiamato l’attenzione sulla natura spesso invisibile degli abusi economici.
«La violenza economica non lascia lividi, ma può togliere a una donna la libertà di scegliere il proprio futuro. Si manifesta quando il denaro diventa uno strumento di controllo: impedire di lavorare, limitare le opportunità professionali, imporre debiti nell’interesse altrui, negare l’accesso a un conto corrente o pretendere di giustificare ogni singola spesa».
Un fenomeno che può insinuarsi gradualmente nelle relazioni, fino a rendere abituali comportamenti che limitano l’autonomia individuale.
«Ci sono comportamenti che, nella relazione, possono essere scambiati per attenzioni, normalizzati come abitudini familiari o presentati come gesti d’amore. Riconoscerli è il primo passo per spezzare una dipendenza che spesso cresce senza essere percepita», ha spiegato De Toma.
Da qui il significato dell’impegno assunto dalla professione: non sostituirsi ai servizi specializzati che assistono le vittime, ma contribuire alla prevenzione attraverso la conoscenza, la sensibilizzazione e la diffusione della cultura dell’autonomia economica.
«Come commercialiste e commercialisti possiamo dare un contributo concreto, mettendo le nostre competenze al servizio della consapevolezza e dell’autonomia economica delle donne», ha aggiunto la presidente del CPO, indicando nell’educazione finanziaria, a partire dalla scuola, uno degli strumenti fondamentali di prevenzione.

L’iniziativa valorizza il lavoro collegiale del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine di Vicenza, composto dalla presidente Elisabetta De Toma, dalla vicepresidente Elena Mistrorigo, dalla segretaria Federica Cascella e dai consiglieri Nicola Masolo, Silvia Fiorin, Antonella Barcaro e Pamela Siego.
Un organismo che, attraverso questa iniziativa, contribuisce a dare una dimensione concreta alla responsabilità sociale della professione e al rapporto tra competenze professionali, pari opportunità e tutela dei diritti.
Da Vicenza al Senato: un progetto che diventa nazionale
La campagna trae fondamento dai contenuti della Relazione sulla violenza economica di genere della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, presieduta dalla deputata Martina Semenzato.
Il 21 ottobre il progetto è stato presentato nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, con la partecipazione, tra gli altri, della senatrice Daniela Sbrollini, della presidente della Commissione parlamentare Martina Semenzato, di Isabella Sala ed Elisabetta De Toma, oltre ai rappresentanti di ANCI e del mondo della comunicazione.
Un passaggio istituzionale significativo, che ha portato all’attenzione nazionale un’iniziativa sviluppata attraverso la collaborazione tra amministrazione comunale e professione economico-giuridica.
La campagna ha inoltre ricevuto il patrocinio del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Esperti Contabili e di ANCI, nell’ambito del percorso nazionale “Contro la violenza sulle donne mai bandiera bianca”
Non si tratta soltanto di un riconoscimento istituzionale. L’obiettivo è consentire a tutti i Comuni italiani di utilizzare la campagna, adattandone i materiali alle proprie esigenze e inserendo i rispettivi loghi.
Un modello di collaborazione territoriale che può quindi essere replicato su scala nazionale, proprio in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Cinque domande per riconoscere ciò che spesso rimane invisibile
La forza comunicativa di “Pensavi fosse amore…” è affidata a cinque immagini, ideate dal graphic designer Michele Mistrorigo insieme all’Ufficio stampa del Comune di Vicenza, che traducono situazioni apparentemente ordinarie in altrettante domande.
“La carta di credito la tiene lui perché è meglio così?”
“Ti ha detto di non cercare lavoro perché pensa a tutto lui?”
“Ti vuole tanto bene ma i soldi decide lui come spenderli?”
“Ha chiesto a te di firmare al posto suo ma non sai perché?”
“Controlla ogni tuo scontrino e dice di farlo per il tuo bene?”
Cinque situazioni diverse, una stessa possibilità: potrebbe trattarsi di violenza economica.
La scelta comunicativa è quella di non colpevolizzare, ma aiutare a riconoscere i segnali, sollecitando una riflessione che coinvolge non soltanto chi subisce questi comportamenti, ma anche le persone che fanno parte della sua rete familiare, sociale e professionale.
La campagna invita a rivolgersi al 1522, Numero nazionale antiviolenza e antistalking, servizio pubblico gratuito, attivo 24 ore su 24.
La dimensione del fenomeno: ciò che emerge e ciò che rimane sommerso
Quanto sia complesso riconoscere e far emergere la violenza economica lo dimostrano anche i dati illustrati durante la presentazione.
L’assessore alle Politiche sociali Matteo Tosetto ha riferito che, nel corso del 2026, il Centro antiviolenza di Vicenza ha già registrato 461 accessi, ma soltanto quattro segnalazioni iniziali hanno riguardato esplicitamente la violenza economica.
Un dato che non deve trarre in inganno: secondo quanto illustrato dall’assessore, questa forma di abuso è stata successivamente rilevata nella maggioranza delle situazioni prese in carico. Inoltre, più della metà delle donne che si rivolgono al Centro non dispone di indipendenza economica.
Numeri che evidenziano la distanza tra la diffusione del fenomeno e la capacità di riconoscerlo e denunciarlo.
La vicesindaca Isabella Sala ha sottolineato il valore della collaborazione con l’Ordine dei Commercialisti per affrontare una forma di violenza poco conosciuta, sottorappresentata e sottostimata.
La prevenzione, ha ricordato, passa anche dal coinvolgimento dei media, delle reti familiari e amicali e dell’intera comunità, chiamata a riconoscere situazioni di possibile abuso e a favorire l’accesso ai servizi di sostegno.
Una rete di professioni, istituzioni e imprese
Attorno a “Pensavi fosse amore…” si è costruita un’ampia rete di collaborazione che coinvolge, accanto all’Ordine dei Commercialisti di Vicenza, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro – Collegio Provinciale di Vicenza, il Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Vicenza, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vicenza, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Vicenza, l’Ordine degli Avvocati di Vicenza e il relativo Comitato Pari Opportunità, l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Vicenza e l’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto. Un’alleanza tra professioni che testimonia come il contrasto alla violenza economica richieda competenze multidisciplinari, sensibilità sociale e capacità di fare rete.
La campagna è condivisa anche con la Consulta per le politiche di genere del Comune di Vicenza e con la rete delle Città delle donne.
Particolarmente significativa l’adesione di Confcommercio Vicenza, che contribuirà alla diffusione dei messaggi attraverso vetrofanie collocate nelle vetrine degli esercizi commerciali associati.
Una scelta che valorizza il ruolo dei negozi e dei pubblici esercizi come luoghi di relazione e presìdi sociali diffusi sul territorio.
Dalle istituzioni alle professioni, fino alle attività economiche di prossimità, il progetto punta così a costruire una rete di attenzione e consapevolezza.
Il messaggio che parte da Vicenza è chiaro: la violenza economica non riguarda soltanto il denaro, ma il potere di decidere della propria vita.
Ed è proprio su questo terreno che il contributo dei commercialisti assume un significato particolare. Perché conoscere i meccanismi economici, patrimoniali e finanziari significa anche comprenderne le possibili distorsioni e contribuire a prevenirle.
Con “Pensavi fosse amore…” il Comitato Pari Opportunità e l’Ordine dei Commercialisti di Vicenza dimostrano come la professione possa mettere le proprie competenze al servizio di una sfida collettiva: rendere riconoscibile ciò che è invisibile e promuovere l’autonomia economica come condizione fondamentale della libertà personale.
Massimo Casagrande




























