Veneto, gli imprenditori chiedono un coordinamento regionale per lo sviluppo digitale

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Potti (Confindustria Servizi Innovativi): “i tempi sono stretti, indispensabile agire”

Nel corso del convegno “L’Agenda Digitale e le città Intelligenti” nell’ambito della fiera “Alldigital” svoltosi a Vicenza, Gianni Potti, presidente di Confindustria Servizi innovativi e tecnologici del Veneto, ha anticipato come “i tempi stretti in cui la crisi contingente ci obbliga a muoverci, ci hanno spinto nei giorni scorsi a sollecitare nuovamente la regione del Veneto, in particolare il vicepresidente Marino Zorzato, a dare seguito a due progetti urgenti per le aziende venete: l’Agenda digitale e le Smart cities. Il varo dell’Agenda digitale del Veneto e la costituzione di un tavolo regionale, in particolare sul tema banda larga e su tutto ciò che ha a che fare con il digitale e l’alfabetizzazione delle imprese e dei cittadini in questo momento è per noi prioritario. Chiediamo la disponibilità di un’agenda di tempi e risorse disponibili da destinare a questi temi”.

E’ ormai evidente a chiunque l’importanza che l’economia digitale può rivestire in questo momento sullo sviluppo sociale ed economico del Paese, ma anche dell’Europa. In Italia, si calcola che 36 milioni di italiani siano in rete, sono attivi 10 milioni di smartphone, 1 milione di tablet, 25 milioni di italiani sono sui social network, 21 milioni su facebook. Non è dunque solo un fatto di costume, ma un vero e proprio fenomeno economico, con enormi potenzialità di sviluppo. Internet oggi vale il 2% del Pil italiano, nel 2015 arriverà al 4%. Un dato in crescita, ma che evidenzia il ritardo del Paese, dove l’uso della rete è ancora limitato al 50% della popolazione (68% è la media Ue27) e in molte aree ancora si arranca con velocità di connessione preistoriche.

Il commercio elettronico oggi vale da solo 14 miliardi di euro e, nell’ultimo anno, è cresciuto del 40%. Si registra anche qui un ritardo: la pratica dell’e-commerce riguarda a livello nazionale solo il 15% della popolazione (43% è la media UE27). Anche dal lato delle imprese, il gap è forte: solo il 2% delle imprese italiane effettua vendite direttamente on-line a fronte di una media UE27 del 12%.

“L’Italia deve riuscire a colmare questo gap, potrebbe essere una leva per far recuperare competitività all’industria manifatturiera attraverso un’azione di forte integrazione con i sevizi innovativi” sottolinea Gianni Potti evidenziando come “non possiamo permetterci poi di perdere un’opportunità importante quale quella delle Smart Cities. Le prossime iniziative europee 2014-2020 prevedono infatti importanti finanziamenti in questo ambito, e non è pensabile – come in passato – muoverci singolarmente e senza un piano coordinato. Per questo proponiamo di creare un coordinamento regionale”. Confindustria SI Veneto non intende stare con le mani in mano: “consapevoli dell’enorme potenzialità – dice Potti – da due anni ci stiamo già lavorando e approfondendo l’argomento in senso tecnico e specialistico. Recentemente abbiamo avviato un accordo con Between, il più autorevole soggetto oggi esistente in Italia sul tema, e ai primi di luglio presenteremo in anteprima un progetto con interessanti dati sulle nostre sette città capoluogo con lo scopo di dare un forte input alle amministrazioni locali. E’ necessario impostare una regia a livello regionale mettendo assieme il mondo degli enti locali, delle Camere di Commercio, delle Università e i centri di ricerca con le imprese. La Regione è sicuramente l’interlocutore unico e più adatto a discutere con l’Unione Europea, su un tema così decisivo per l’innovazione. Noi possiamo concorrere portando le competenze delle nostre aziende provando a fare per una volta un vero e proprio gioco di squadra”.