Il Fisco vince contro l’ex titolare della farmacia di Budoia

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Budoia (Pordenone). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del farmacista Callegari ex titolare dell’omonima farmacia di Budoia, contro l’Agenzia delle Entrate che contestava la tassazione di una plusvalenza patrimoniale, derivante dalla cessione della farmacia, con costituzione di rendita vitalizia.

Il contribuente è stato assistito dal prof. avvocato Loris Tosi dell’omonimo studio legale in Venezia – Mestre e dal prof. avvocato Giuseppe Marini dell’omonimo studio legale in Roma.

In primo grado il farmacista aveva visto accogliere le proprie doglianze contro il Fisco, decisione poi riformata dalla Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia Giulia a favore dell’Agenzia delle Entrate, sulla base del fatto che “la plusvalenza e la rendita – si legge in sentenza – avevano distinti presupposti impositivi ed erano ambedue soggette a tassazione: l’una (la plusvalenza) in base al principio di competenza nell’esercizio in cui veniva realizzata, l’altra (la rendita, vale a dire il corrispettivo della cessione) veniva determinata tramite la capitalizzazione della rendita vitalizia.”

Secondo la Suprema Corte, che con sentenza pubblicata lo scorso 13 gennaio ha respinto il ricorso condannando il contribuente al pagamento delle spese di lite, “nel caso di specie – continua la sentenza – sussistono dunque due distinti presupposti reddituali d’imposta: il primo è il corrispettivo imputabile alla plusvalenza dell’azienda ceduta, realizzato dal cedente mediante l’acquisizione del diritto alla rendita vitalizia e costituente reddito d’impresa, da tassare secondo competenza; il secondo è la percezione delle rate, cioè di un reddito ulteriore e diverso, avente natura di reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, da tassare quando percepito.”

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