Unioncamere Emilia Romagna: crisi senza precedenti

Zambianchi: «indispensabile sostenere le imprese e necessità di erogare i ristori il prima possibile».

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Il presidente di Unioncamere Emilia Romagna, Alberto Zambianchi.

In Emilia Romagna, secondo l’analisi del presidente di Unioncamere, Alberto Zambianchi, la condizione dell’economia è drammatica, con «una situazione di pesante e diffusa crisi, in un contesto di generale recessione internazionale», una «crisi senza precedenti» in cui seppur speranze sono riposte nel vaccino, ci vorrà «tempo e molto ci sarà da fare per attenuare e risolvere le conseguenze economiche e sociali che la pandemia sta provocando alle nostre imprese ed alla nostra economia». 

Per Zambianchi «resistere è la parola d’ordine di questo difficilissimo momento» con le imprese che «hanno dimostrato in questi lunghi mesi una straordinaria capacità di resilienza e reazione» e ora sta alle istituzioni «cercare di sostenerle in tutti i modi possibili, attraverso provvedimenti rapidi ed efficaci». 

«Come Camere di commercio – aggiunge Zambianchi – abbiamo operato e stiamo operando sui territori e come sistema camerale assieme alla Regione Emilia Romagna, d’intesa con le associazioni di categoria, per cercare di attutire gli effetti di una crisi profonda come mai dal dopoguerra». 

Il presidente di Unioncamere regionale ricorda gli interventi messi in campo questi mesi e sottolinea l’impegno a «far arrivare alle imprese i ristori il più velocemente possibile. Sappiamo bene che tali ristori rappresentano un contributo insufficiente a coprire le perdite di incassi e fatturato registrati dalle imprese. Il nostro impegno è volto ad accelerare il più possibile i tempi di erogazione dei contributi e di supportare le imprese con servizi, iniziative ed interventi che possano contribuire a resistere ed a consolidare la presenza su tutti i mercati e per agganciare la ripresa, non appena ve ne saranno le condizioni».

Nel contesto della crisi economica è comunque necessario tenere bene in chiaro anche la posizione dei milioni di professionisti, ordinisti e non, non soggetti all’iscrizione delle Camere di commercio, per i quali la situazione economica è decisamente più che drammatica, con fatturati azzerati per il blocco delle attività cui erogano i loro servizi ed esclusione dall’erogazione degli indennizzi a fondo perduto. Anche per tutti costoro è necessaria una rapida iniezione di liquidità a fondo perduto per consentire loro di sopravvivere a questa crisi economica drammatica.

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