Lago di Garda sempre più inquinato dagli scarichi fognari: nuova denuncia del Wwf

A Desenzano i sub volontari di Bergamo Brescia individuano al largo del Lido di Lonato (BS) un’area completamente ricoperta di rifiuti, ad iniziare dagli assorbenti femminili smaltiti non correttamente.

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Gli scarichi fognari non trattati continuano a costituire un forte problema per la salute dell’ecosistema del lago di Garda, il maggiore bacino di acqua dolce d’Italia: un controllo effettuato dai sub volontari del Wwf di Bergamo-Brescia al largo del Lido di Lonato in provincia di Brescia ha scoperto sul fondale un’ampia area fortemente inquinata dai residui soldi degli scarichi fognari fuoriusciti da uno degli scolmatori del collettore intercomunale. Oltre 25 metri quadri di fondale sono risultati letteralmente ricoperti di rifiuti fognari d’ogni tipo, dai panni alla carta igienica fino agli assorbenti igienici femminili scorrettamente smaltiti nel Wc da tante, troppe donne invece di gettarli nel secchio dei rifiuti solidi.

L’individuazione della discarica subacquea è avvenuta a seguito di un’immersione dei subb dopo le tante segnalazioni di cittadini che lamentavano sulla spiaggia del lago il rinvenimento di molte croste compattate di detersivo.

Per Paolo Zanollo, referente Wwf di zona, «i rifiuti sono stati ritrovati intorno all’uscita di uno degli scolmatori diemergenza che scarica nel lago. In tutto il Garda Bresciano ce ne sono autorizzati ben 38, di cui solo 7 sono in buona efficienza. Si tratta di grossi condotti che, in situazioni di emergenza causate per esempio da piogge di portata prolungata, scaricano direttamente nel lago».

lago di garda
Le rilevanti dimensioni dello scolmatore del collettore fognario nel lago.

Il problema, secondo Zanollo, deriva dal fatto che «queste infrastrutture devono avere a monte un sistema di grigliatura per evitare che i rifiuti solidigrossolani possano finire in acqua. Tutto quello che abbiamo trovato allabocca di questo scarico ci fa pensare però che la situazione sia diversa».

Il problema dell’inquinamento degli scarichi fognari nel basso Garda non è nuovo: già dal 2014 è stato fatto presente, ma la soluzione non sarà a breve, visto che la realizzazione del nuovo sistema di raccolta e depurazionedelle fogne lungo la sponda bresciana e veronese del lago sta partendo solo ora, mentre sul fronte trentino si è finalmente deciso di realizzare una vasca d’accumulo dei picchi fognari al depuratore del Linfano per evitare lo scarico dell’eccesso di portata nel fiume Sarca a poche centinaia di metri dal suo sbocco nel lago di Garda.

Tornando alla tipologia dei rifiuti, fa discutere la quantità di assorbenti igienici rinvenuti, decisamente elevata, purtroppo costituita da materiali non degradabili che costituiscono un pesante danno all’ecosistema lacustre, oltre che problematici anche sull’immagine turistica del lago, specie in estate.

Più che a protestare sul caro assorbenti, rifiuti assieme ai pannolini per bambini e degli anziani incontinentidecisamente problematici, le donne farebbero meglio ad interrogarsi su come si comportano all’atto del loro cambio, facendo un semplice gesto di evitare di buttarli nel Wc, gettandoli invece nel bidone dei rifiuti.

Molto meglio farebbero ad adottare tamponi lavabili e riutilizzabili o, ancora, le coppette mestruali: oltre a ridurre grandemente il loro impatto ambientale, ridurrebbero in modo sensibile anche la loro spesa, senza dovere intervenire sull’Iva del 22% che, invece, dovrebbe essere mantenuta proprio perché un rifiuto a forte impatto ambientale.

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