C’è un modo molto “triveneto” di intendere la montagna: non solo come pausa, ma come infrastruttura relazionale. È il filo rosso che lega due appuntamenti invernali che, a pochi giorni di distanza, portano i commercialisti e i notai del Triveneto, guidati rispettivamente da Michele Sessolo e Edoardo Bernini, a incontrarsi in quota. Non per evadere dal lavoro, ma per rimettere a fuoco ciò che, nel lavoro, conta davvero: visione, fiducia, dialogo tra competenze, tenuta della comunità professionale.
Da un lato, le Giornate sulla Neve 2026 dell’Associazione Dottori Commercialisti Esperti Contabili delle Tre Venezie per la prima volta in Val d’Ultimo, a Ultimo (BZ), dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026: un format che mescola sport, benessere e convivialità, con un’ospitalità pensata come “casa comune” (hotel riservato in esclusiva) e una regia che mette al centro rigenerazione e relazione, anche attraverso momenti come le lezioni di yoga del mattino e le tradizionali gare sulla neve, senza dimenticare percorsi alternativi per chi non scia.
Dall’altro, il 57° Raduno Invernale dei Notai d’Italia sceglie la cornice di Ortisei, in Val Gardena, dal 4 all’8 febbraio, con un programma che alterna esperienze sportive (anche con grandi nomi, da Isolde Kostner a Peter Runggaldier) e momenti identitari ad alto impatto, come la fiaccolata del Seceda, fino agli incontri di studio ospitati alla Casa di cultura “Luis Trenker”.
Il vero “impianto di risalita” è la fiducia
A prima vista, sono due calendari paralleli. In realtà, raccontano la stessa traiettoria: la montagna come spazio dove si ricostruisce ciò che, nelle agende iper-compresse, rischia di consumarsi. Perché commercialisti e notai vivono, ogni giorno, dentro la parte più sensibile dell’economia reale: decisioni societarie, passaggi generazionali, investimenti, operazioni straordinarie, tutela dei patrimoni, gestione del rischio, relazioni con imprese e famiglie. È un lavoro che si regge su competenza, ma ancora di più su reputazione e affidabilità.
Ecco perché questi appuntamenti non sono semplice “tempo libero”: sono capitale sociale organizzato. Un asset intangibile che, nel medio periodo, incide anche sul territorio: qualità delle reti professionali, circolazione delle informazioni, capacità di cooperare tra discipline, attitudine a innovare servizi e linguaggi.
Le competizioni sulla neve
Non è solo “neve e networking”: per la community dei commercialisti ADCEC la montagna è anche agonismo vero, con pettorine, briefing e classifiche. Nel 2026 tornano infatti gara di fondo e gara di slalom, nel solco di un format che fa della sfida sportiva un collante identitario: dopo il 43° Trofeo Triveneto assegnato nel 2025 (con ODCEC Padova davanti e Treviso e Udine a seguire) e il 15° Trofeo Nazionale vinto da ODCEC Busto Arsizio, la “stagione” 2026 si annuncia come l’edizione del 44° Trofeo Triveneto e del 16° Trofeo Nazionale, con l’effetto che la community non si limita a incontrarsi: si misura, si riconosce e si rafforza nella stessa grammatica di squadra.
E il filo rosso competitivo non si ferma ai commercialisti: anche il Raduno Invernale dei Notai mette nero su bianco la sua Tradizionale Gara di Sci, con premiazioni e aperitivo finale (Ortisei, Furdenan), inserendola nel programma ufficiale come uno dei momenti-chiave del sabato. In altre parole: due categorie professionali, stessa idea di inverno “di relazione”, dove la neve diventa un terreno comune—fatto di sport, rito collettivo e riconoscimento—capace di trasformare l’incontro in appartenenza.
Due format, una sola idea: il Triveneto come ecosistema professionale
Le Giornate sulla Neve di ADCEC Tre Venezie esplicitano questa impostazione fin dal concept: un’esperienza pensata “per rigenerarsi, divertirsi insieme e immergersi nella bellezza autentica della montagna”, con Val d’Ultimo come scenario di natura e silenzio, e un’impronta “life balance” che si riflette nel programma e nell’ospitalità.
Il Raduno Invernale dei Notai, dal canto suo, inserisce nel cuore dell’evento due sessioni scientifiche che non sono un accessorio, ma una dichiarazione di metodo: la comunità professionale si incontra, fa sport, celebra i propri riti… e poi si siede a discutere di futuro, istituzioni, regole. Il primo incontro, ad esempio, lega l’orizzonte di Milano-Cortina 2026 al ruolo del notaio nell’adeguamento degli statuti di società ed enti sportivi dilettantistici: un tema che intreccia diritto, governance e sviluppo economico.
Ed è qui che il filo rosso diventa ancora più interessante: tra i relatori compare anche un commercialista, David Moro (CNDCEC), a segnalare che, quando si parla di statuti, organizzazione e Terzo settore, l’approccio è sempre più interprofessionale.
Professioni che “fanno sistema”: la montagna come piattaforma di dialogo
C’è un messaggio implicito, ma potente: in una stagione in cui la complessità normativa aumenta e la pressione competitiva sui servizi cresce, il valore distintivo non è solo l’aggiornamento tecnico (che resta fondamentale), ma la capacità di fare sistema.
La neve, paradossalmente, diventa un acceleratore: riduce le distanze, aumenta il tempo di conversazione reale, crea quella confidenza che poi, nei mesi successivi, si traduce in collaborazione, segnalazioni qualificate, progettualità condivise. È una dinamica nota a chi osserva i distretti: le comunità che performano meglio sono quelle che sanno investire in rituali collettivi e luoghi di interazione, non solo in procedure.
Un epilogo che riguarda anche l’economia delle valli
C’è infine un livello che va oltre le singole professioni: entrambi gli eventi scelgono località simbolo dell’arco alpino altoatesino, portando presenze, domanda di servizi, visibilità e racconto. La montagna non è soltanto scenario: è parte dell’equazione economica del Nord Est, e questi appuntamenti la trattano come tale.
In questo senso, professionisti sulle nevi non è uno slogan: è una fotografia del Triveneto che funziona quando sa tenere insieme competenza e comunità, aggiornamento e relazioni, benessere e visione. Perché, alla fine, ciò che rende forti le categorie non è solo ciò che sanno, ma come stanno insieme. E la community, quando è vera, diventa il motore più solido anche per affrontare i prossimi temi di formazione, innovazione e trasformazione che attendono le professioni.
Massimo Casagrande






























