L’autotrasporto scende in agitazione contro il caro carburante

Insostenibile un pieno di gasolio o GNL da oltre 1.200 euro. Incontro con il governo concluso con un nulla di fatto. 

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Corridoio del Brennero autotrasporto scende in agitazione

L’autotrasporto scende in agitazione con blocchi spontanei di Tir lungo le strade sempre più diffusi, a partire dalle aree del Sud Italia, con pesanti conseguenze sulla circolazione sulle strade e, soprattutto, con il blocco della consegna delle merci deperibili, a partire dagli alimentari freschi destinati ai mercati ortofrutticoli del Centro e Nord Italia.

«Come era ampiamente prevedibile le associazioni di rappresentanza che siedono all’Albo dell’autotrasporto hanno dimostrato tutta la loro incapacità a risolvere i veri problemi che oggi gravano drammaticamente sul mondo dell’autotrasporto. Il fatto che l’incontro con il viceministro Bellanova, il secondo in pochi giorni, si sia concluso con un nulla di fatto, senza alcun tipo di intervento concreto da parte del Governo per calmierare il costo del gasolio, è gravissimo» afferma la portavoce dell’associazione Ruote Libere, espressione dei piccoli e medi imprenditori dell’autotrasporto, Cinzia Franchini.

«Associazioni che fino a ieri andavano a braccetto col Governo e che si lanciavano pochi mesi fa in ingiustificati plausi e ringraziamenti, oggi sono evidentemente in imbarazzo e senza strumenti per poter rappresentare le ragioni di aziende sull’orlo di chiusura a causa, in primis, dell’impennata incontrollata del carburante – continua Franchini -. Così, mentre le associazioni non possono permettersi di proclamare un fermo, il mondo reale, quello fatto di tanti piccoli e medi imprenditori sta organizzando azioni autonome, superando a destra enti incapaci di rappresentarli. Ruote Libere sarà sempre fermamente dalla parte della legalità e i blocchi stradali vanno condannati, ma le azioni spontanee di blocco in Italia se ne sono verificatein Sicilia, Puglia, Lazio, dove i camionisti hanno lasciato i loro mezzi nei piazzali. Non hanno trasportato le merci e hanno spento il motore dei loro autocarri. Un fatto questo mai accaduto in precedenza e dettato dall’esasperazione per l’aumento incontrollato di tutti i costi di gestione aziendale».

L’autotrasporto scende in agitazione chiedendo al governo ed in particolare al ministro Giovannini e alla sua vice Bellanova riguardano il tagliodel prezzo sul carburante attraverso la sterilizzazione dell’Iva sulle accise e della accisa mobile. «Senza queste misure sarà inevitabile proseguire sulla strada della protesta, sempre legale certo, condannando i blocchi, ma consapevoli dei disagi provocati alle attività produttive e al Paese – sottolinea Franchini -. Consapevoli allo stesso tempo della comprensione che gli altri settori hanno e avranno verso un mondo imprenditoriale che oggi rischia il collasso».

Critiche all’immobilismo del governo anche da Unatrans che annovera le associazioni più grandi dell’autotrasporto. «L’incontro al ministero con il viceministro Bellanova si è concluso senza aver ancora prodotto i risultati tangibili che UNATRASe gli autotrasportatori che autonomamente hanno deciso di attuare azioni di protesta, si attendevano, riconfermando così la propria disponibilità a proseguire il confronto con le istituzioni, tenendo aperto il dialogo con le imprese per individuare le iniziative più efficaci e opportune per raggiungere le soluzioni auspicate dalla categoria».

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