Alitalia, anche i 400 milioni erogati dal governo Conte Bis sono illegittimi

La Commissione europea boccia come aiuti di Stato il provvedimento. In 45 anni la compagnia di bandiera è costata 13,4 miliardi euro in 45 anni, 519 euro a famiglia.

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alitalia code aerei

Anche l’ultimo dei prestiti ponte concessi dal governo Conte Bis grillopiddino alla moribonda Alitalia era illegale. Con una decisione «attesa» dal governo Meloni e «ampiamente prevista» anche nei palazzi UeBruxelles ha messo la parola fine alle sue indagini sugli aiuti di Stato elargiti da Roma tra il 2017 e il 2019 all’excompagnia di bandiera nell’estremo tentativo del governo Conte Bis grillopiddino – poi naufragato – di rianimarla.

Secondo la Commissione europea, con il versamento finale da 400 milioni di euro, l’Italia ha chiuso entrambi gli occhi sull’impossibilità del vettore di rimborsare i prestitipreoccupandosi solamente di mantenerlo artificialmente in vita. Una condotta illecita, rea di alterare la competizione sul mercato europeo, e che ora l’Italia dovrà espiare recuperando l’intero ammontare dei sussidi – 1,3 miliardi di euro – maggiorati degli interessi. L’onere del rimborso non ricadrà comunque sulle spalle della “newco” Ita: per Bruxelles non è lei l’erede economica di Alitalia. Di fatto, finiranno sul groppone del debito pubblico conseguente al fallimento di Alitalia.

Frutto di un’inchiesta durata quasi tre anni, l’annuncio dell’Antitrust Ue ricalca la decisione già presa nel 2021sui prestiti ponte risalenti al 2017, quando il governo guidato da Paolo Gentiloni acconsentì a dirottare verso Alitalia aiuti per 900 milioni di euro poi ritenuti illeciti dai servizi di Margrethe Vestager. E ne suggella il giudizio di «incompatibilità» con i trattati comunitari. Il nuovo – e ultimo – prestito da 400 milioni di euro, datato 26 ottobre 2019 e firmato dal governo Conte Bis, nella valutazione di Bruxelles, «ha conferito» all’ex compagnia di bandiera «un ingiusto vantaggio economico rispetto ai suoi concorrenti sulle rotte nazionali, europee e mondiali». E, è l’ulteriore addebito della Commissione, «l’Italia non si è comportata come avrebbe fatto un investitore privato» che, davanti alle ridotte speranze di ottenere un rimborso, all’epoca non si sarebbe esposto concedendo un ulteriore aiuto al vettore.

Il prestito – l’ultimo dell’era Alitalia che dal 1974 ha presentato un conto di 13,4 miliardi allo Stato, pari nelle stime di Assoutenti a 519 euro a famiglia224 euro a cittadino residenteneonati compresi, «tra salvataggi, aumenti di capitale e contributi pubblici» – non poteva essere approvato neppure come aiuto al salvataggio perché, rincara ancora Bruxelles, dopo i sussidi precedenti non si configurava più come un provvedimento “una tantum”.

Tutti nodi che ora però arrivano al pettine: Roma è chiamata a recuperare l’intero pacchetto da 1,3 miliardi di euro. Non dovrà comunque chiederli indietro a Ita che, pur essendo nata dalle sue ceneri, per l’Ue non rappresenta «il successore economico» di Alitalia. E, davanti al fallimento dell’ex vettore nazionale, la via indicata da Bruxelles è quella di usare, fin dove sarà possibile, il ricavato della vendita degli asset. L’eventualesomma restante sarà persa.

Una vittoria solo effimera per i consumatori italiani perché, nel laconico commento del Codacons, i soldi «difficilmente potranno essere recuperati e tornare nelle disponibilità della collettività».

Ma il conto per gli italiani non è finito: a questi si aggiungono 1,35 miliardi stanziati per la “newco” Ita Airwaysed approvati dalla commissione europeo rispetto ai 3 miliardi inizialmente previsti dal governo italiano.

Insomma, l’avventura aerea di Stato è costata carissimo ai contribuenti, il tutto per la protervia di un ristretto numero di politicanti romani che avevano timore di perdere consenso tra le migliaia di dipendenti Alitalia e dei rispettivi familiari che dell’utilizzo indiscriminato del voto di scambio non si sono fatti scrupoli, scaricandonepoi gli enormi costi ancor auna volta sulla collettività, compresi pure i cittadini che non hanno mai voltato o che, per i loro spostamentihanno privilegiato vettori più efficienti e rispettosi della clientela.

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