Eurozona verso la recessione, con Italia ferma e Germania in negativo

De Guindos: «l'Eurozona è debole». Inflazione in deciso calo, ma a rischio di fiammate.

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Eurozona Fondi di coesione

L’inflazione sta calando più del previsto nell’Eurozona ma l’agognato atterraggio morbido per l’economia dopo la cura da cavallo delle banche centrali per contenere i prezzi, non sembra più uno scenario probabile, tanto che lo spettro della recessione si sta sempre più trasformando in realtà, con i segnali di debolezza che si vanno intensificando.

In Italia calano import ed export, con il Pil fermo a quota zero e l’inflazione in forte calo, mentre in Germania il Pil nel terzo trimestre torna sotto lo zero con una chiusura del 2023 in recessione.

La Banca centrale europea, la scorsa settimana, aveva già avvertito di abbassare le aspettative sugli ultimi mesidel 2023. «L’economia dell’area euro rimane debole – ha sottolineato il vicepresidente della Bce, Luis De Guindos -. Gli indicatori recenti che segnalano una persistente debolezza nel breve termine». E’ anche l’effetto dei tassi di interesse più elevati «che si sta ampliando» e che ha raffreddato l’economia per congelare la corsa dell’inflazione.

De Guindos ha spiegato che la domanda estera contenuta, e le condizioni finanziarie più restrittive, «pesano sempre più sugli investimenti e sulla spesa dei consumatori», e anche il settore dei servizi sta perdendo slancio, «con un’attività industriale più debole che si estende ad altri settori».

In Italia i primi segnali negativi arrivano dal calo di import ed export. Dopo l’aumento di agosto, le esportazioni verso i Paesi extra Ue a settembre hanno avuto un’ampia flessione (-6,9%), e anche le importazioni vedono il segno meno (-2,1%). Negativo anche su base annua, con l’export che flette del 7,2% e l’import che registra una forte contrazione (-32,3%), generalizzata e più ampia per energia (-49,7%) e beni intermedi (-26,2%).

In Germania il quadro è luci e ombre. L’inflazione cala più rapidamente delle attese, e a ottobre scende al 3,8%, contro il 4% previsto e il 4,5% registrato a settembre. Il Pil invece preoccupa di nuovo. Nel terzo trimestre scivola ancora una volta sotto lo zero (-0,1%), dal +0,1% dei tre mesi precedenti. Il dato è leggermente meglio delle attese (-0,2%), ma rispetto al 2022 segnala comunque un calo di ben 0,8%. Il governo tedesco si attende di chiudere l’anno con una contrazione di 0,4%, con una forte revisione al ribasso delle previsioni di inizio anno.

L’economia ha perso slancio per tutti, e gli analisti di Bloomberg vedono un terzo trimestre di stagnazione per l’Eurozona, dopo una modesta espansione di 0,2% nei tre mesi precedenti. La stessa Bloomberg ha messo a punto un nuovo modello di previsione che aggiorna la stima quotidianamente con gli ultimi dati economici pubblicati. Le stime con il nuovo modellosperimentale per adesso – sono tutte peggiori: per l’Eurozona vedono una contrazione dello 0,1% e per l’Italia dell’0,2%.

Anche la Bce, a settembre, aveva previsto un Pil fermo nel terzo trimestre, e sempre poco vitale nel quarto, a causa della manifattura e dei servizi in piena frenata. Gli indici Pmi, in calo oltre le stime nel mese di ottobre, hanno confermato i timori già qualche giorno fa. Ed è un quadro che rischia di peggiorare a vista d’occhio.

La tensione in Medioriente pesa sui prossimi mesi: i principali rischi geopolitici «si sono intensificati e offuscano le prospettive» sull’Eurozona, ha detto De Guindos. L’effetto non sarebbe solo sul prezzo del petrolio, che potrebbe provocareuna nuova fiammata dell’inflazione, ma gli occhi sono su imprese e famiglie che potrebbero risentire del climadi incertezza e perdere fiducia, frenando ulteriormente la crescita. Complicando ulteriormente la quadraturadel cerchio sulla Finanziaria 2024 del governo Meloni che deve gestire anche un debito pubblico da 2.860 miliardi che assorbe di soli interessi 100 miliardi di euro all’anno.

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