“Tassa Lagarde, ora basta!” tuonano le imprese di Confcooperative

Il caro denaro è un freno all’attività delle coop, messe a dura prova anche dalla carenza di addetti.

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Tassa Lagarde
Il riconfermato presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini.

La “tassa Lagarde” si abbatte come un macigno sulle imprese italiane, specie se piccole e sottofinanziate, che si trovano tra l’altro a fare i conti con un vero e proprio paradosso sul mercato del lavoro: sono pronte ad assumere, ma non riescono a trovare personale qualificato, nonostante 1/3 della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni risulti inattiva.

L’allarme sulla complessa situazione che caratterizza un’imprenditoria italiana «in affanno» arriva dal mondo delle cooperative che come prima cosa chiede alla Bce di cancellare la “tassa Lagarde” a iniziare da subito ad abbassare i tassi di interesse visto che l’inflazione è ormai rientrata e vicina al valore feticcio del 2%.

Dal palco della quarantaduesima assemblea di Confcooperative, di fronte ad una folta platea nelle cui prime file sedevano anche ministri e politici delle diverse compagini, il presidente dell’associazione, Maurizio Gardini, appena riconfermato per un nuovo mandato, ha fatto notare come il mercato del lavoro mostri «un’Italia del paradosso». Cala la disoccupazione al 7,2%, con gli occupati che sfiorano i 24 milioni (23.849.000), ma sono 12.377.000 gli inattivi e tra loro 2.659.000 sono donne che non cercano lavoro per motivi familiari. Inoltre, i “Neet” (i giovani che non studiano ne lavorano), pur diminuiti, restano oltre la soglia dei 2.100.000.

Su questo sfondo il vero e proprio mancato incontro tra domandaforte – e offertadebole – citato da Gardini è dato dal fatto che «le imprese sono pronte ad assumere, ma circa la metà delle figure professionali è introvabile: a marzo 2024 su 447.000 posti di lavoro, il 47,8% è stato di difficile reperimento». E per quello che riguarda in particolare le cooperative, «le nostre 17.000 associate danno lavoro a 540.000 persone, potrebbero assumerne altre 30.000, ma non trovano figure qualificate».

Non aiuta del resto il livello ancora molto elevato del costo del denaro, quello che il presidente di Confcooperative definisce la “tassa Lagarde“: «le imprese sono in affanno e costrette alla difesa. Sono provate dai rincari dell’energia e delle materie prime» afferma Gardini, e visto che l’inflazione sta calando «la Bce deve iniziare a tagliare il costo del denaro».

La crisi maggiore si rileva nei servizi: in questo settore, secondo Gardini, «solo 1 impresa su 2 riesce ad accedere al credito». Il presidente di Confcooperative si è poi soffermato sul problema delle false coop che vanno contrastate «attraverso la riforma della vigilanza che è allo studio del Mimit. Così come vanno combattute le false imprese di ogni tipologia societaria: Spa, Srl, srl semplificate… che sfruttano 2.842.000 lavoratori in un contesto di diffusa irregolarità fiscale e contributiva».

A fronte di questa situazione di criticità per l’imprenditoria, Gardini si augura che non siano a rischio gli interventi sui tagli al cuneo fiscale: «abbiamo detto che il cuneo andava rivisto per lavoratori e imprese e che avremmo dato priorità ai lavoratori proprio per creare maggiore potere contrattuale e maggiore capacità di spesa e consumi».

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