Economia veneta: il manifatturiero tiene nonostante l’economia debole

I risultati del primo trimestre 2024 secondo l’indagine di Unioncamere Veneto.

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Economia veneta confcommercio grafico indice salita 1

I dati di inizio 2024 dell’economia veneta ed in particolare dell’attività manifatturiera tratteggiano una fase di sostanziale tenuta del ciclo economico recentemente condizionato dai turbolenti scenari internazionali, da un rientro dell’inflazione, dal calo del potere d’acquisto delle famiglie e dall’incertezza degli investimenti.

La dinamica della produzione industriale, secondo l’indagine VenetoCongiuntura, è caratterizzata da lievi segnali positivi su base congiunturale con una crescita destagionalizzata del +0,7% (+1,4% la variazione congiunturale grezza). La variazione su base annua della produzione manifatturiera rimane influenzata dal confronto con l’ultimo trimestre in positivo del rimbalzo post-Covid e segna una diminuzione del -2,4% con un ritmo di decrescita più blando rispetto al passato.

L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera, realizzata da Unioncamere Veneto, è stata effettuata su un campione di oltre 2.400 imprese con almeno 10 addetti, cui fa riferimento un’occupazione complessiva di oltre 112.000 addetti.

La distribuzione media dei giudizi sull’economia veneta relativamente alla produzione rimane invariata rispetto al trimestre precedente: le imprese interessate da un aumento della produzione sono il 46% del campione, mentre sono il 38% le imprese che dichiarano una diminuzione. Il 16% dichiara una sostanziale stabilità.

Per quanto riguarda la tipologia di beni prodotti la variazione tendenziale della produzione è diminuita in modo meno marcato per i beni di investimento e quelli di consumo (entrambi -0,8%), mentre la decrescita è stata più consistente per i beni intermedi (-4,6%).

A livello settoriale, l’unico comparto dell’economia veneta manifatturiera che ha evidenziato un aumento della produzione a livello tendenziale è quello dell’alimentare e bevande con un +3,6%, che ha segnato anche una buona tenuta degli ordini sia dal mercato interno (+2,9%) ma soprattutto da quello estero (+5,8%). Al contrario, il settore che ha registrato le maggiori criticità è quello del sistema moda, -7,1% la produzione tendenziale, penalizzato soprattutto dalla raccolta ordini provenienti dal mercato estero (-6,2%). Anche per la filiera dei mezzi di trasporto appare critico l’andamento della domanda estera (-6,5%). Il comparto legno e mobile ha segnato una diminuzione della produzione del -4,4% determinata dalla riduzione di uguale intensità degli ordinativi sia interni (-4%) che esteri (-4,2%). Le variazioni della produzione sono meno negative per la gomma e plastica (-3%) con un buon recupero nella raccolta ordini esteri (+2,3%), il marmo, vetro e ceramica (-2,7%) e la carta e stampa (-1,7%) che entrambe evidenziano una buona performance degli ordinativi provenienti dal mercato interno (rispettivamente +7% e +3,4%).

Per quanto riguarda il livello delle giacenze dei prodotti finiti nel trimestre in esame il 58% delle imprese industriali lo ritiene adeguato, il 7% del campione valuta le giacenze scarse, ed il 7% le ritiene in esubero. Il 28% delle imprese non tiene giacenze in azienda.

Anche gli altri indicatori confermano la fase di normalizzazione che si sta verificando: la raccolta ordini dal mercato estero è scesa del -1,5% su base tendenziale, e del -0,9% per il mercato interno. In linea con la dinamica della produzione, la variazione su base annua del fatturato totale segna una diminuzione del -2,2% per effetto della contrazione dell’inflazione.

La debolezza della domanda è confermata inoltre dalla diminuzione del grado di utilizzo degli impianti che si ferma a 70% nel trimestre in esame (era del 72% nel quarto trimestre del 2023). Il periodo di produzione assicurata dal portafoglio ordini diminuisce: scende a 55 giorni rispetto ai 58 giorni dell’ultimo trimestre del 2023.

Quanto alle previsioni per il secondo trimestre 2024, il clima di fiducia degli imprenditori del comparto manifatturiero rimane positivo e le previsioni degli imprenditori sono cautamente ottimiste.  La quota di imprenditori intervistati che si attendono un aumento della produzione aumenta a 46% (era 41% nel quarto trimestre 2023) a fronte di una riduzione a 20% dei pessimisti (era 24%) mentre rimane stabile a 34% la quota di chi prevede una situazione di stabilità (era 35%).

Per quanto riguarda le aspettative sugli ordinativi la quota di imprenditori che si attendono un aumento degli ordini esteri rimane stabile a 44% (era 43%), mentre cresce a 42% la quota degli imprenditori che prevede un aumento degli ordini interni (era 38%).

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