L’inchiesta per turbativa d’asta della Procura di Belluno per la realizzazione della cabinovia “Apollonio Socrepes” nell’ambito delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 si allarga ad una dirigente del ministero dei Trasporti: si tratta di Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della struttura tecnica di missione del dicastero e stretta collaboratrice del ministro Matteo Salvini, il quale conferma la fiducia alla sua collaboratrice.
L’inchiesta verte su presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori per la realizzazione della cabinovia “Apollonio Socrepes” a Cortina, impianto inserito tra le infrastrutture per le Olimpiadi invernali 2026. Il nome di Pellegrini si aggiunge a quello di tre persone già indagate, tra cui Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico) e commissario straordinario per le opere.
Secondo gli inquirenti, vi sarebbe la «possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente», avrebbero «deliberatamente favorito» la ditta Graffer nell’assegnazione dell’appalto, quando altre ditte più grandi e specializzate in questo genere di impianti si erano rifiutate di partecipare all’appalto per via dei tempi di realizzazione troppo stretti per progettazione, costruzione e collaudi giudicati incompatibili con gli standard tecnici e di sicurezza.
Il passaggio più pesante dell’accusa è che tutto questo sarebbe avvenuto «con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi Olimpici». Cosa che si è puntualmente verificata.
Quella sulle modalità dell’assegnazione dell’appalto non è l’unica inchiesta in corso sull’impianto: c’è anche quella relativa alla localizzazione della funivia su una frana nata a seguito di un esposto di residenti e proprietari delle abitazioni a monte dell’impianto. Quel procedimento riguardava ipotesi legate a disastro colposo, frana colposa e sicurezza sul lavoro.
Nonostante le dichiarazioni ufficiali di “fine lavori” e i collaudi statici, l’impianto è rimasto un’incompiuta per tutta la durata delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026. L’impianto non è mai entrato in attività. Il trasporto dei flussi verso Cortina è stato gestito con navette e soluzioni stradali alternative, come previsto nei piani di emergenza.
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