Consiglio provinciale di Trento, ecco il bilancio dell’attività 2011

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Bruno Dorigatti

Bruno DorigattiIl presidente Dorigatti ragiona anche sulla riduzione del costo della politica

 

Nel corso del 2011, il Consiglio della provincia di Trento ha approvato 19 leggi, di cui 5 strutturali, ottenute dalla fusione di 17 disegni di legge, riguardanti la protezione civile, la famiglia, i lavori pubblici e gli incentivi alle imprese. Sono stati depositati 103 disegni di legge e presentate oltre 1.500 interrogazioni, e sono state approvate 134 fra mozioni e ordini del giorno.
Per il presidente dell’assemblea legislativa Bruno Dorigatti “l’attività del Consiglio si è intensificata, i lavori delle Commissioni sono stati ancora più valorizzati, così come è stata significativa l’attività delle minoranze, mentre i tre momenti istituzionali più importanti del 2011sono stati la costituzione del Gect (Gruppo europeo di collaborazione territoriale) tra le province di Trento, Bolzano e il land Tirolo, l’assemblea del ‘Dreier Landtag’ a Merano che ha riunito le assemblee legislative del Tirolo storico e un rapporto rinnovato e più stretto con il Consiglio provinciale di Bolzano”.
Sul piano delle risorse, la spesa del 2011 è risultata pari a quella della previsione di spesa dell’anno 2006. Nel 2011 si sono ridotte le spese di consulenza per 55.000 euro, così come i capitoli a disposizione della presidenza sono stati ridotti di 80.000 euro per le mostre, i convegni, gli incontri e le celebrazioni.
Una consistente riduzione della spesa del Consiglio è arrivata dalla riduzione dei costi fissi, pari a 577.000 euro (il 14% del bilancio), mentre ci si attende per il prossimo futuro una contrazione delle spese di affitto delle sedi a disposizioni dei gruppi consiliari, per i quali oggi si spende 1.100.000 euro all’anno. Dorigatti, politico con una forte militanza nel sindacato Cgil, si è inoltre impegnato per ridurre il costo della politica: “abbiamo già bloccato i vitalizi dei consiglieri nella XIII legislatura, diminuito di 290 euro le indennità, l’ufficio di presidenza del Consiglio si è ridotto lo stipendio del 10%, così come la Giunta, ma è chiaro che dovremo continuare un ragionamento condiviso su ulteriori limature”. Per Dorigatti “il tema della quantificazione delle indennità sono comunque competenza della Regione, anche se il Consiglio provinciale di Bolzano ha avanzato la proposta che le due assemblee regionali rivedano singolarmente i propri costi. Uno scenario che, se fosse realizzato, costituirebbe un ulteriore strappo all’istituzione della Regione. E’ Bolzano che si deve adeguare a Trento”. Nel respingere la proposta della presidente del Consiglio regionale Rosa Thaler, Dorigatti richiama “all’ordine” anche il presidente della provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, che in tema di indennità dei consiglieri provinciali e regionali ha fino ad ora avuto un atteggiamento sfuggente: “ho letto che Durnwalder propone di legare l’indennità di un consigliere provinciale a quella di un dirigente. Lo invito a formalizzare subito questa proposta, che si avvicina molto a quella che ha già proposto il Consiglio di Trento, ipotizzando l’indennità mensile netta a 5.600 euro, 400 in meno di oggi”.
Tuttavia “bisogna stare attenti a non confondere la democrazia con i costi della politica – ha sottolineato Dorigatti – perché in essa ci sono necessità irrinunciabili. Piuttosto che limitare la partecipazione popolare, taluni livelli di governo possono essere ridotti o resi onorifici, come per le circoscrizioni dei comuni maggiori”.