Il bilancio della provincia di Trento a dieta forzata, con previsioni di calo per gli anni a venire

0
464
Dellai30 1
Dellai30 1Dellai: “i tagli apportati dal Governo impediscono la crescita delle risorse. Necessario concentrare acquisti e investimenti solo sul locale”

Il bilancio della Provincia di Trento è destinato a calare dopo lustri di continua crescita, ma uno sforzo collettivo per la crescita potrebbe controbilanciare questo scenario. Questo, in sostanza, ciò che il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, ha affermato in previsione della manovra di bilancio annuale della Provincia che sta già allarmando gli assessori alle prese con i tagli alle finanze dei propri dicasteri, cosa ancora più dolorosa in un anno preelettorale.

Dellai ha spiegato che sono state avviate riflessioni interne sulla manovra di bilancio, “che si presenta come ovvio non facile, perché è noto il quadro finanziario. Bisognerà dunque farsi carico della progressiva riduzione di risorse, sia per la spesa corrente che in conto capitale. E in ciò rientra tutta la riorganizzazione di ‘back-office’ su cui lavoriamo da mesi. Vuol dire, semmai, accelerarla”.

Quanto ai tempi, ha spiegato che è previsto un incontro con la maggioranza ai primi di ottobre, “per concertare le linee guida”, e sempre a inizio del mese prossimo un incontro con il Consiglio delle autonomie, per giungere a fine ottobre a depositare il bilancio in Aula.

Dellai con i suoi assessori hanno effettuato “una ricognizione dei dati già noti ed è difficile pensare, con tutti i tagli previsti, che il bilancio resti quello dell’anno passato. E’ evidente che calerà, ma dipende anche dal gettito fiscale, oltre che dal contenimento della spesa corrente. Non è una sorpresa comunque e non siamo sulla tolda di una nave che affonda”.

Un bilancio, quello della provincia di Trento, che”in futuro – ha sottolineato Dellai – sarà sempre più legato all’economia del Trentino. Per questo dico di fare attenzione alla crescita, che porta gettito fiscale: questo lo Stato non può prenderlo, nemmeno con la riserva all’Erario. Vedo però che non sempre e non tutti sono concentrati su questo. Parlo dei versamenti fiscali, così come l’orientamento dell’università e della ricerca. Sarebbe opportuno che anche tutti i cittadini preferissero nei loro acquisti il ‘Made in Trentino’. Non significa puntare all’autarchia, ma nemmeno fare l’errore opposto”.