Comparto Legno-Arredo di Confindustria Pordenone, bilancio di un anno difficile

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Unindustria PN legno arredo fabio simonella
Unindustria PN legno arredo fabio simonellaSimonella: “dopo il baratro del 2012, per il 2013 s’intravvedono inversioni di tendenza”

Etica, compattezza, credito e design sono gli ingredienti che hanno caratterizzato l’intenso 2012 della sezione Legno Arredo di Unindustria Pordenone, presieduta da Fabio Simonella, l’anno degli Stati generali e del Piano di rilancio straordinario di settore: “il 2013, se gli indicatori saranno confermati, potrebbe – secondo Simonella – non essere così nefasto come quello che sta per chiudersi, che forse è stato il peggiore da quando faccio questo mestiere. Debbo comunque aggiungere che tra noi permane evidentemente cautela estrema”.

Per riconsolidare la filiera, al di là dei numeri, Simonella insiste sulla necessità di un rapido “recupero della fiducia tra gli imprenditori”, una “chiamata etica alla responsabilità per difendere le 1.700 imprese e le oltre 17.000 persone impiegate nel settore”. Un comparto dai numeri impressionanti, “che coinvolge direttamente o per indotto almeno il 25% della popolazione in provincia» e che, anche per queste ragioni, “deve riappropriarsi del ruolo d’eccellenza che ha sempre avuto sul territorio”. La sintesi operativa è condensata nel Piano redatto assieme ad ASDI Distretto del Mobile ed Axteria – al quale ha contribuito anche CCIAA Pordenone – un progetto di intervento secondo tre direttrici fondamentali: ristrutturare, innovare e internazionalizzare attraverso un fitto programma di iniziative di sostegno alle imprese che nel 2013 avrà ulteriore sviluppo. Un supporto in termini di servizi, soprattutto: dalla formazione specifica in ottica “Lean” e per la gestione del risk management (con particolare focus sui rischi crediti commerciali e business interruption), al sostegno per l’innovazione che nel design ha il suo primo passo verso la creazione di un reale plusvalore per la competitività. Un aiuto in ottica di ristrutturazione sia finanziaria (con convenzioni bancarie sottoscritte da Federlegno su specifici progetti, nonché applicazioni di sistemi di compensazione in Eurocrediti sul modello del Wir in Svizzera) sia di consolidamento industriale, con un capitolo dedicato alla crescita della produttività attraverso accordi sindacali relativi alla contrattazione di secondo livello.

Una risposta “etica” per affrontare le difficoltà contingenti con un “reale gioco di squadra, aggregandoci senza gelosie e grazie a un’acquisita nuova forza, aprendoci a mercati esteri finora inesplorati” ha concluso Simonella.