Taglia bollette energetiche a discapito degli incentivi per i gradi impianti fotovoltaici

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confindustria Udine resp sezione energia Alessandro Papparotto 1Confindustria Udine preoccupata per le norme retroattive. Dubbi di sostenibilità anche per i piccoli impianti domestici

L’Autorità per l’energia ha proposto al governo Renzi il nuovo assetto degli incentivi e degli oneri di rete volti a liberare risorse per consentire l’abbattimento delle bollette del 10% per le utenze produttive, in modo da rendere il prezzo dell’energia meno anticompetitivo di oggi rispetto alla media europea.

Preoccupa però le modalità con cui il governo potrebbe agire nel comparto, specie se queste avranno una valenza retroattiva, inserendo nel “DL Crescita” una misura retroattiva riguardante la rimodulazione degli incentivi concessi a impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 kWp.

In questo contesto si situa l’allarme lanciato da Confindustria Udine per bocca Alessandro Papparotto, capogruppo del Gruppo Energia e Telecomunicazioni a Rete: «ben venga la riduzione della bolletta dell’energia elettrica del 10%, ma che ciò non avvenga, con effetto retroattivo, a discapito di piani di investimento sul fotovoltaico garantiti dalla legge».

Secondo Papparotto «se guardiamo ovviamente con occhi di favore all’intenzione del Governo di ridurre la bolletta elettrica, siamo sconcertati se, per farlo, si dovesse intervenire con una misura retroattiva che minerebbe il principio fondamentale della certezza dei diritti acquisiti. Un tale intervento sembra mirato solo sulla carta ad una riduzione degli oneri in bolletta per il consumatore; riduzione, a nostro giudizio, ottenibile anche con ben altre soluzioni. Questa sul fotovoltaico, infatti – aggiunge Papparotto -, non risulterebbe solo un’ulteriore misura fortemente destabilizzante in un settore caratterizzato negli ultimi anni da una pessima programmazione dei livelli delle tariffe incentivanti e da una incertezza normativa costante, ma costituirebbe un grave precedente andando a minare il principio della certezza dei diritti acquisiti, principio fondamentale e irrinunciabile per qualsiasi mercato maturo e civile che ambisca ad attirare investitori».

Gli operatori non intendono stare con le mani in mano e promettono azioni volte a tutelare le ziende che hanno investimenti in corso.

Il taglio che sta valutando il governo avrebbe ricadute anche sui piccoli impianti, quelli che già da qualche mese non usufruiscono più di alcun incentivo. Sono impianti di piccola dimensione che giustificano la loro convenienza economica solo sul grande ribasso degli impianti fotovoltaici verificatosi negli ultimi tempi. Se si gravasse dei costi di rete anche la quota di energia autoprodotta consumata direttamente, il punto di pareggio di questi impianti andrebbe sicuramente innalzato, rendendoli meno convenienti, con ciò penalizzando tutto il settore dell’installazione e andando in contrasto anche con le stesse direttive dell’Unione Europea.