Conferenza delle Regioni, irricevibile la proposta finanziaria dello Stato per le province di Trento e Bolzano

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PAB palazzo-widmann-stemma-provinciaI presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano tornano a casa senza alcun accordo dalla trasferta romana dove si è affrontato il tema dei rapporti finanziari tra Stato e Autonomie

La questione si sta trascinando da mesi a seguito delle pretese del governo Letta, prima, e di quello Renzi, poi, di tagliare pesantemente i bilanci delle due autonomie speciali garantiti statutariamente e dall’Accordo di Milano per contribuire al risanamento dei conti dello Stato.

L’incontro avuto con il sottosegretario agli affari regionali Gianclaudio Bressa e i funzionari del ministero delle finanze è stato deludente su tutta la linea, tanto da fare affermare a Arno Kompatscher e a Ugo Rossi, rispettivamente governatori della provincia di Bolzano e di Trento, che «la proposta presentata oggi dal Governo è irricevibile. Si tratta di una proposta sulla quale, per come è stata formulata, non è possibile lavorare». Sta ora al Ministero compiere il prossimo passo.

«Il Governo – ha commentato Rossi – non ci ha presentato una proposta su cui è possibile lavorare, ma una proposta che non accetta la nostra, basata sul residuo fiscale, e soprattutto non individua un altro metodo con il quale stabilire il concorso al risanamento dei conti dello Stato delle Provincie autonome di Trento e di Bolzano. E’ invece una proposta che prevede ulteriori quote di concorso a nostro carico senza tuttavia quantificare quanto e chiede un ritiro di tutti i nostri ricorsi. La trattativa è dunque in una fase di stallo assoluto».

Dalle opposizioni non si è tardato a sottolineare lo smacco ricevuto da quello «che dovrebbe essere il governo amico delle autonomie speciali», specie da un sottosegretario che «dovrebbe essere il plenipotenziario difensore delle autonomie, per giunta eletto in Trentino, Gianclaudio Bressa». E nonostante tutti i giudizi positivi (come “siete un modello di autonomia”) ricevute da Rossi e Kompatscher durante le visite in Trentino e in Sudtirolo dei vari Renzi, Delrio, Padoan e tanti altri membri del Governo, ora i nodi arrivano al pettine e per le province di Trento e Bolzano sono ancora dolori.

Anche quella pattuglia di centro sinistra autonomista presente al Parlamento (la più forte delle ultime legislature) che avrebbe dovuto difendere (a parole) l’autonomia è di fatto impotente, tant’è che negli ultimi due anni il numero dei ricorsi presentati alla Corte Costituzionale per violazione delle disposizioni statutarie dalle due province di Trento e Bolzano è cresciuto a dismisura. Il dubbio che si fa strada è che più che un modello di efficiente autogoverno, le province di Trento e di Bolzano per Renzi & C: siano diventati un nuovo tipo di modello: da spennare.