Alto Adige, migliora la fiducia nel comparto manifatturiero

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Il “Barometro dell’economia” elaborato dalla Camera di commercio volge al bello

 

meccanica ingranaggiIl clima di fiducia nel settore manifatturiero altoatesino cresce, tornando quasi al livello pre-crisi. La rilevazione congiunturale dell’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano evidenzia come l’81% delle imprese manifatturiere preveda una redditività soddisfacente nel 2015, dopo che nel 2014 la redditività era stata soddisfacente solamente per il 76% delle imprese. Si tratta della quota più elevata degli ultimi cinque anni.

Gli imprenditori del settore che occupa circa 36.000 persone in provincia prevedono per quest’anno un andamento favorevole del fatturato, dovuto essenzialmente al buon andamento dei mercati esteri. Ciò trova conferma nel record di esportazioni raggiunto nel primo trimestre 2015. La situazione del mercato italiano e di quello locale altoatesino resta invece difficile. Secondo le stime delle imprese, quest’anno gli investimenti dovrebbero restare stabili, così come le condizioni di accesso al credito. Le previsioni riguardo all’occupazione sono positive, come evidenziato anche dai dati relativi al mercato del lavoro: nel primo semestre il numero di lavoratori dipendenti nel comparto manifatturiero è cresciuto dell’1,3% rispetto allo scorso anno. I giudizi degli imprenditori e delle imprenditrici restano negativi per quanto concerne la dinamica dei costi, la pressione della concorrenza e la puntualità dei clienti nei pagamenti.

Il miglioramento delle previsioni di redditività riguarda quasi tutte le branche del settore manifatturiero. Il clima di fiducia è particolarmente positivo nel comparto alimentare, in quello della fabbricazione di prodotti chimici e materie plastiche e in quello della produzione di macchinari e apparecchiature. In tali comparti la quota di imprese che prevedono di conseguire una redditività soddisfacente sfiora il 90%. Il clima di fiducia resta invece modesto nella produzione di materiali da costruzione, a causa della difficile situazione dell’edilizia.

Michl Ebner, presidente della Camera di commercio, esprime soddisfazione: «il miglioramento delle previsioni di redditività delle imprese manifatturiere rappresenta un’iniezione di fiducia. L’andamento positivo dell’export evidenzia inoltre come le imprese altoatesine riescano a trarre profitto dalla ripresa congiunturale internazionale, grazie alla qualità dei loro prodotti».

Per Claudio Corrarati, presidente CNA-SHV, «non possiamo che apprezzare il rinnovato clima di fiducia nel settore manifatturiero. Desta però ancora preoccupazione, soprattutto a Bolzano, la situazione dell’indotto edile, parzialmente rinfrancato dai bonus sulle ristrutturazioni e risanamento energetico (porte e finestre in legno, pvc, alluminio), ma al cui mercato manca il fondamentale apporto di tutto il patrimonio edilizio pubblico». Per Gert Lanz, presidente lvh.apa Confartigianato Imprese, «anche in tempi di crisi abbiamo puntato sulle caratteristiche che contraddistinguono l’artigianato altoatesino: qualità, innovazione ed efficienza. Dopo un periodo difficile, il settore si è ripreso dimostrando ancora una volta che il nostro artigianato è a prova di crisi».

Secondo Stefan Pan, presidente di Assoimprenditori Alto Adige, «l’export si conferma un motore di sviluppo eccezionale per le nostre imprese e per l’occupazione: proprio per questo bisogna lavorare su quei fattori competitivi strategici – costo del lavoro, carico fiscale, costo dell’energia, infrastrutture ed efficienza della pubblica amministrazione – che possono rendere la nostra economia ancora più concorrenziale nel confronto internazionale».