Crescita trentino a velocità ridotta rispetto al NordEst

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bandiera trentino al vento
Rossi: «la ripresa si consolida»

bandiera trentino al ventoL’economia del Trentino consolida i segnali di ripresa, seppur lenta, segnando per il 2016 una crescita del Pil dell’1,1% leggerissimamente superiore a quella registrata a livello nazionale che ha fatto segnare un + 0,9%, e superiore alle previsioni contenute prudenzialmente nel Defp approvato dalla Giunta a fine giugno, che erano dello 0,8%.

Il dato è contenuto nella valutazione sull’andamento dell’economia diffuso da Ispat, l’Istituto di statistica della provincia di Trento. «E’ un dato – evidenzia il presidente della Provincia, Ugo Rossi – che ci infonde ottimismo e ci permette di guardare ai prossimi anni con maggiore fiducia». 

La crescita del Pil trentino è il risultato della ripresa dei servizi e dei consumi interni, in particolare della componente turistica favorita dagli ottimi risultati, in termini di presenze, sia della stagione invernale che estiva. La stabilità dei prezzi e il recupero del potere di acquisto delle famiglie hanno sostenuto l’espansione dei consumi dei residenti. Il consolidamento della crescita del Pil è dovuto quindi principalmente alla ripresa dei consumi delle famiglie residenti e non residenti.

Le stime per il Trentino inquadrano la crescita del Pil provinciale nell’anno 2016 all’interno di un contesto ove il territorio provinciale fa registrare una delle performance migliori in Italia: le prime stime diffuse da Istat indicano, infatti, per il NordEst un incremento dell’1,2%, che distacca le regioni del Centro (+0,7%) e quelle del NordOvest (+0,8%), e si mantiene superiore anche al trend di crescita del Mezzogiorno per il quale si stima una crescita in linea con quella nazionale. 

L’apporto degli investimenti risulta per il secondo anno di seguito positivo, grazie ancora una volta alla componente relativa ai mezzi di trasporto. Nel 2016 anche gli investimenti in macchinari hanno ripreso a crescere, sia pure a ritmi contenuti.

Nei dati economici sviluppati dalla provincia di Trento non tutto luccica, specie nei dati macroeconomici relativi all’occupazione: il tasso di disoccupazione giovanile che tra il 2015 e il 2016 in Trentino è aumentato dal 23,4% al 24,2%, in Alto Adige è calato dall’11,8% all’8,7%, in Veneto è calato dal 24,6% al 18,8%, in Lombardia è calato dal 32,3% al 29,9% e in Italia è calato dal 40,3% al 37,8%. Ne va meglio con il tasso di disoccupazione generale che tra il 2015 e il 2016 in Trentino è rimasto stabile al 6,8%, mentre in Alto Adige è calato dal 3,8% al 3,7%, in Veneto è calato dal 7,1% al 6,8%, in Lombardia è calato dal 7,9% al 7,4%, e in Italia è calato dall’11,9% all’11,7%. Nel 2016 il tasso di disoccupazione in Trentino è stato uguale a quello Veneto e del NordEst (6,8%) ed è la prima volta che accade negli ultimi quindici anni in quanto dall’anno 2000 al 2015 il Trentino ha sempre fatto meglio del Veneto e del NordEst.