Il ministro agli Affari regionali Boccia in Trentino Alto Adige

Discussi con i vertici delle due province autonome i rapporti finanziari e le nuove norme di attuazione dell’Autonomia speciale. 

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Il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, con il governatore della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher (a dx).

Giornata di colloqui istituzionali e politici per il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, che ha incontrato i vertici delle province autonome di Trento e di Bolzano, oltre ad effettuare una serie di incontri politici del Pd a supportodei propri candidati alle amministrative del 3 maggio prossimo.

A Trento e Bolzano tema principale degli incontri è stato l’assetto finanziario delle due autonomie, a rischio di coperturacon i nuovi provvedimenti che il governo centrale sta per varare in tema di fiscalizzazione del taglio al cuneo fiscale, provvedimenti che causerebbero una perdita secca di entrate ai due bilanci provinciali che finanziano localmente tutte le competenze delegate dallo Stato in virtù dell’Autonomia speciale.

«Dobbiamo aprire una nuova stagione nei rapporti con la Provincia autonoma di Trento. I patti del passato erano afferenti al passato, ora dobbiamo pensare al futuro ed individuare nuove misure, anche a partire dall’utilizzo virtuoso e controllato del debito per stimolare investimenti e creare occupazione – ha detto Boccia -. Ho chiesto alla Commissione dei 6e alla Commissione dei 12 di riunirsi subito ed avviare tavoli con i tecnici dei ministeri, a partire dal Mef».

Secondo Boccia «è probabile che il “bonus Renzidiventi una detrazione, ma aspettiamo il decreto legislativo. Vorrei che le commissioni paritetiche dei 6 e dei 12 iniziassero a lavorare prima dell’uscita del decreto, per valutare gli effetti di alcune fiscalizzazioni e definire l’impatto eventuale sul bilancio. Penso che si possa arrivare, con l’uscita del decreto legislativo ad individuare la strada che possa evitare un impatto negativo sui bilanci, non solo della Provincia autonoma di Trento, ma anche delle altre Regioni a statuto speciale che hanno problemi simili».

Al termine dell’incontro, il presidente della provincia di Trento, il leghista Maurizio Fugatti, si è detto «soddisfatto del dialogo avviato con il ministro Boccia e confidiamo possa portare nel medio periodo all’individuazione di un percorso per tutelare il nostro bilancio, per il bene dei cittadini». Sul tavolo, la possibile riduzione del contributo annuale di circa 900 milioni di euro che l’Autonomia trentinastacca” a favore del bilancio statale per il risanamento dei conti pubblici: tale importo potrebbe subire una riduzione, anche a fronte del carico di competenze esercitate localmente in nome e per conto dello Stato.

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Il ministro Boccia con il presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti.

Il tema dell’assetto finanziario è stato al centro dell’incontro di Boccia con il governatore altoatesino, Arno Kompatscher. «Valuteremo con i tecnici del ministero gli effetti della riforma del 2001 su alcuni temi indicati dal presidente Kompatscher. Se ci sono stati effetti distorsivi all’Autonomia siamo pronti a trovare soluzioni, all’interno della legge quadro che metterà il Paese in sicurezza sul nodo delle autonomie differenziate – ha detto Boccia a Bolzano -. Non voglio più sentire parlare del Patto di Milano o degli accordi del 2014, che si riferivano al passato. Ora dobbiamo aprire una nuova stagione di riflessione per capire quali modifiche apportare al principio di specialità per guardare al futuro».

L’occasione di confronto sui principi di autonomia speciale e differenziata sarà, a detta di Boccia, l’incontro tra i presidentidelle regioni in programma a Palermo la prossima settimana, assicurando Kompatscher che l’obiettivo del governo è chiudere la legge quadro prima della prossima finanziaria.

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I componenti della Commissione paritetica dei Sei a Bolzano con il ministro Boccia e il governatore Kompatscher.

A Bolzano, Boccia si è occupato anche della questione del bilinguismo dei medici, assicurando l’elaborazione di una proposta per risolvere la questione dei medici di sola lingua tedesca a Bolzano nell’arco di un paio di settimane: «sono in contatto con l’Ordine dei medici per capire come risolvere il problema, nel rispetto delle norme nazionali. Il tema verrà approfondito in un’apposita commissione paritetica. Troveremo una soluzione che permetta di erogare i servizi nel modo migliore possibile per i cittadini».

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