Assemblea di Assoimprenditori Alto Adige: tutelare il lavoro

Giudiceandrea: «il nostro mercato è l'Europa». Bonomi: «non basta salvare il Natale». 

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Il presidente di Assoimprenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea.

Con un appello per la tutela del lavoro il presidente di Assoimprenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea, si è rivolto alla assemblea generale di Assoimprenditori Alto Adige che si è svolta in forma digitale, cui hanno partecipato anche il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, il presidente del BDI (Bundesverband der Deutschen Industrie, la Confindustria tedesca), Dieter Kempf e il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. 

«Quanto forte sentiamo questa responsabilità lo abbiamo dimostrato durante tutta l’emergenza. Assieme alle organizzazioni sindacali ci siamo trovati e confrontati settimanalmente per monitorare l’applicazione del protocollo di sicurezza e poi per ragionare insieme su come rispondere alla crisi economica e occupazionale – ha esordito Giudiceandrea -. Con grande unità di intenti abbiamo firmato un documento comune per quanto riguarda le misure da adottare per la ripartenza. È un documento condiviso e dai contenuti forti, firmato dai rappresentanti delle imprese e dai rappresentanti dei lavoratori, forse unico nel suo genere in questo momento in cui sempre più forti sono le divisioni a tutti i livelli della nostra società: per questo alle autorità politiche della nostra terra chiedo di tenerlo sempre a mente quando nelle prossime settimane e nei prossimi mesi prenderanno decisioni cruciali che segneranno inevitabilmente il futuro nostro e dei nostri figli».

Per Giudiceandrea «formazione di alta qualità, infrastrutture moderne, innovazione, alloggi a costo sostenibile, competitività a livello internazionale delle imprese ma anche del nostro territorio come business location: sono solo alcuni dei temi su cui siamo chiamati a lavorare tutti insieme. Il confinamento ci ha mostrato quanto siano stretti i nostri confini nazionali: continuiamo a lavorare per abbattere muri e non per costruirne di nuovi! È giusto chiedere aiuto all’Europa, perché le soluzioni non possono che essere europee. Ma è giusto allora anche abituarci a pensare in ottica europea: quando parliamo di “circuiti locali” da difendere, iniziamo a pensare che la nostra regione, il nostro mercato, è l’Europa».

Dopo l’intervento del presidente di Assoimprenditori Alto Adige è intervenuto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: «il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel suo intervento ha detto che dobbiamo salvare il Natale. Io non credo che dobbiamo salvare il Natale, credo che dobbiamo salvare la scuola, il futuro dei giovani, il lavoro, il sistema sanitario, la salute, l’economia, lo sviluppo». 

«Questo – ha detto Bonomi – si può fare solo se stiamo uniti e per farlo abbiamo bisogno di credere nel progetto, avere fiducia nel progetto e avere un metodo che ci aiuta. Possiamo avere idee diverse, confrontiamoci, una soluzione la troveremo, come l’abbiamo trovata all’inizio della pandemia. E la soluzione non può che passare dall’industria, perché il manifatturiero crea sviluppo, crescita e welfare, ma soprattutto crea quella unità di intenti nei territori, fondamentali per creare una dimensione sociale importante». 

Per Bonomi «nella prima fase dell’emergenza sanitaria, in primavera, in Italia è stato seguito un metodo corretto per affrontare la crisi, mentre ora si segue un metodo sbagliato. Sono stati fatti tre Dpcm in 12 giorni, il Governo non ha ascoltato nessuno, non ha ascoltato noi, non ha ascoltato i sindacati, non si è confrontato con nessuno e poi nascono i problemi, perché si prendono decisioni non condivise, in momenti difficili, in un momento in cui il Paese dovrebbe stringersi insieme. Invece, qualcuno decide di prendere strade sbagliate, perché non condivise e poi nascono problemi, dal punto di vista dell’operatività». 

Secondo Bonomi, «l’Italia ha bisogno di scelte coraggiose, che sono fatte da merito e metodo. Chiediamo, ha continuato, un modello semplice ed efficace». Va poi ricreato nei cittadini il «senso di fiducia, se non la ricostruiamo dal basso, possiamo fare tutti i provvedimenti che vogliamo, mettere in campo tutti gli interventi di sostegno economico che vogliamo, ma non avranno effetto». 

L’assemblea annuale di Assoimprenditori Alto Adige ha fornito l’occasione per il primo incontro tra Bonomi e presidente della Confindustria tedesca Bdi, Dieter Kempf, che a Bolzano hanno firmato una dichiarazione congiunta sul tema delle infrastrutture di trasporto e, in particolare, sui problemi di transito al valico del Brennero. La pandemia – rimarcano le associazioni degli industriali di Italia e Germania, i due principali Paesi manifatturieri europei – «ha messo in evidenza il deficit di infrastrutture transeuropee materiali e immateriali, la mancanza di armonizzazione dei criteri per le restrizioni alla libera circolazione e la conseguente fragilità del mercato unico».

La dichiarazione sottolinea che «la costruzione e la manutenzione della rete transeuropea di trasporto, la TEN-T, rappresenta un passo fondamentale verso un’economia europea realmente connessa e smart». Secondo BDI e Confindustria «i governi italiano e tedesco sono chiamati a semplificare le procedure amministrative nella realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali» anche perché «i trasporti svolgono un ruolo cruciale nel garantire il funzionamento del mercato unico». 

I leader delle due associazioni di industriali, poi, «riaffermano la centralità della libera circolazione delle merci e denunciano i blocchi unilaterali in Nord Tirolo al Brennero, considerato «cuore del Corridoio Scan-Med» e «nodo essenziale per il mercato interno dell’Ue». Bonomi e Kempf, «nel ricordare le azioni dei rispettivi governi per trovare una soluzione comune con il governo austriaco, esortano la Commissione europea a intraprendere ulteriori azioni per garantire la libera circolazione delle merci attraverso tutte le principali vie di trasporto europee, soprattutto in situazioni critiche come l’attuale pandemia, e per evitare che politiche nazionali e locali mettano a repentaglio il buon funzionamento del mercato interno dell’Ue», Infine, «propongono che il Brennero – principale via di collegamento tra il Nord e il Sud dell’Europa – diventi un modello di mobilità integrata e smart, in linea con gli obiettivi di neutralità climatica del 2050».

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