Bilancio della pandemia Covid-19 nei primi 5 mesi 2021

70,5 milioni di giorni malattia.Cislaghi: «serve ancora molta attenzione».

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il coronavirus visto al microscopio elettronico.

Tre milioni e mezzo di giornate di ricovero, di cui 130.000 in terapia intensiva, e 70,5 milioni di giornate di malattia in Italia nei primi 150 giorni del 2021: questo il bilancio dei primi cinque mesi 2021 della pandemiada Covid-19 diffusasi a partire da ottobre 2019.

«Sono cifre che fanno impressione e che danno la misura del dramma che è stata sinora la pandemia in Italia e in molti Paesi stranieri è stato ancor peggio» scrive Cesare Cislaghi, economista sanitario ed ex presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia, in un report aggiornato al 28 maggio e pubblicato su Made in Blog della rivista Epidemiologia & Prevenzione in vista delle riaperture.

Alla soglia dell’estate, che l’anno scorso ha coinciso con la quasi completa remissione dei contagi si può pensare realmente – si chiedono gli esperti – che l’epidemia da Covid-19 stia finendo almeno nei suoi numeri importanti? E cosa è avvenuto in questi primi 150 giorni del 2021?

«Nei primi 5 mesi dell’anno, le medie giornaliere indicano 14.354 nuovi contagiati da Covid-19 al giorno con un minimo di 2.490 ed un massimo di 26.824; 169 ricoverati entrati ogni giorno in terapia intensiva (da 48 a 324) e 350 decessi (da 72 a 649). Di particolare interesse è ragionare in termini di prevalenze, cioè dei soggetti che contemporaneamente, ogni giorno, si trovano nella stessa situazione: i positivi sono stati in media 469.698, i ricoverati (in tutti i reparti) 23.010 e di questi nelle sole terapie intensive 2.629. Pensando al futuro, è importante vedere come è stato l’andamento degli eventi connessi all’epidemia in queste prime 150 giornate del 2021».

Gli andamenti dei diversi indicatori – si legge nel rapporto – «sono tra di loro molto associati e si evidenziano tre fasi in maniera distinta: la fase decrescente durante il mese di gennaio, la fase crescentedella da febbraio a metà marzo e la più recente fase calante ancora in atto. Inoltre, tra i massimi dell’incidenza dei contagi e dei decessi vi sono circa due settimane di differenza».

Secondo Cislaghi «nell’ultimo periodo le due curve tendono a sovrapporsi a seguito del decremento regolare dei nuovi casi. Sono invece quasi coincidenti la linea delle incidenze dei contagi e quella degli ingressi in terapia intensiva e hanno lo stesso andamento le linee delle prevalenze dei positivi e quella dei ricoverati in ospedale. Si prospetta ora una nuova fase grazie anche alla vaccinazione, oltre che alle misuredi contenimento, ma occorre continuare a tenere l’attenzione alta».

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