La Corte dei conti condanna per dolo il sindaco Valduga di Rovereto e il centro sinistra

Condannata l’amministrazione per danno erariale di 300.000 euro per la nomina del direttore generale del comune. «Faremo ricorso». Canestrini: «fine corsa per un’amministrazione incapace di risolvere i problemi della città». 

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cartellone elettorale francesco valduga ballottaggio rovereto 2015
Il cartellone elettorale del 2015 del sindaco Francesco Valduga.

Era nell’aria e alla fine è arrivata la mazzata che la Corte dei conti del Trentino ha inflitto alla maggioranza di centrista, prima, e di centro sinistra, poi, che guida la città di Rovereto, la seconda del Trentino, e in particolare al rieletto (dopo rocambolesco cambio di maggioranza) sindaco Francesco Valduga. Una sentenza che, se confermata in appello, mette una seria ipoteca alla carriera politica di Valduga in Provincia come competitor delle sinistre dell’attuale traballante presidente espressione della Lega.

La vicenda risale alla nomina fortissimamente voluta da Valduga del direttore generale del comune nella persona dell’ex sindaco di Avio, Mauro Amadori, attraverso una procedura non conforme alla legge e ai requisiti per la nomina. Al sindaco Valduga e all’allora giunta che ha avallato la nomina – prorogata nella nuova legislatura – la Corte dei conti contesta il dolo e un danno erariale di 300.000 euro, di cui 120.000 a carico del solo Valduga. Secondo la magistratura contabile, Amadori non sarebbe stato in possesso dei requisiti necessari per dirigere l’amministrazione come avevano denunciato sottovoce molti dirigenti che avevano partecipato alla selezione che si erano visti superati da Amadori.

Che la nomina di Amadori a direttore generale del comune, in affiancamento al segretario comunale, non fosse troppo lineare emerge anche dal fatto che l’allora giunta comunale commissionò nel 2016 allaregione Trentino Alto Adige – competente per la gestione degli enti locali – ben due pareri che avallavano la procedura. «Già qui emerge un primo dubbio, in quanto se le procedure di nomina fossero state quelle prescritte dalla norma, invero chiara, ora non si sarebbe dinanzi a questa sentenza di condanna» chiosal’avvocato e consigliere comunale di Rinascita Rovereto, Gloria Canestrini.

«Una sentenza incomprensibile e confusa, la impugneremo – commenta amareggiato il sindaco Valduga -. Ho massimo rispetto verso la magistratura, ma a queste condizioni amministrare un comune diventadavvero difficile».

Per Canestrini «la condotta del sindaco Valduga era indifendibile dal punto di vista tecnico. Ci conforta sapere che lo Stato vigila e sanziona. Restiamo allibiti di come il sindaco i suoi sottoposti nelle principali cariche della macchina comunale possano essersi prestati ad un gioco del genere. Certo sarebbe molto imbarazzante dover rimanere a lavorare con un’aula che non ha la legalità e il giusto rispetto delle leggi e dei requisiti richiesti a un pubblico dipendente. Valuteremo ogni azione a tutela della cittadinanza e della onorabilità di una città civile come Rovereto che certo non si merita questo».

Viste le difficoltà di gestire una città in una siffatta situazione denunciata dallo stesso sindaco che dopo la condanna vede compromessa la propria cavalcata verso la guida della provincia di Trento, sarebbe bello che un Valduga mediocre politicante lasciasse il posto ad un Valduga buon medico, figura di cui la società oggi ha decisamente maggior bisogno. Se ne gioverebbe anche la città che necessita di un nuovo sprone per uscire dalla crisi economica.

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