Turismo italiano nuovamente terremotato da tamponi e quarantena

In Trentino disdette a raffica, anche da parte di turisti italiani, a seguito dell’ordinanza nazionale che pone restrizioni agli ingressi in Italia. Bocca: «vanificati tutti gli sforzi per adeguare il green pass». Bond: «tamponi e quarantena cattivo servizio al turismo». 

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Per il settore alberghiero è un nuovo terremoto per il turismo che arriva proprio all’inizio della stagione invernale, quella che avrebbe dovuto segnale la “rinascita” a seguito della precedente stagione invernale annullata a causa del Covid-19. Il riferimento è all’ordinanza emanata lo scorso 14 dicembre dal ministro della Salute, Roberto Speranza, riguardante le restrizioni per gli ingressi in Italia a partire dal 16 dicembre e fino al 31 gennaio 2022 che ha stabilito l’obbligo di tamponi e la quarantena per i non vaccinati.

«Già da ieri stanno arrivando moltissime disdette, che si traducono in pesanti perdite economiche per le strutture ricettive – commenta il presidente dell’Associazione Albergatori del Trentino, Giovanni Battaiola -. E non si tratta solamente di turisti stranieri: anche i turisti italiani, alla luce di tale provvedimento, vengono colti dalla paura del contagio e preferiscono annullare il proprio periodo di vacanza, anche se prenotato da tempo».

«La situazione è davvero molto complessa – prosegue Battaiola -, a partire dalle tempistiche di entrata in vigore dell’ordinanza, che è stata adottata il 14 dicembre ed entra in vigore da oggi. Nel settore del turismo le decisioni vengono assunte con largo anticipo: le imprese hanno già assunto il personale e rifornito le scorte per la stagione invernale, i turisti hanno già prenotato il viaggio, l’alloggio e i servizi complementari».

Battaiola critica la pratica di intervenire all’ultimo minuto con restrizioni di tale portata condiziona pesantementele prenotazioni, e con esse la sopravvivenza delle imprese ricettive già messe a dura prova a causa dell’annullamento della scorsa stagione invernale.

Non vanno, poi, sottovalutare le difficoltà di “movimentoverso l’Italia a cui vanno incontro i turisti stranieri. «Partiamo dall’assunto – ricorda Battaiola – per cui il 50% della clientela che frequenta il nostro territorio durante la stagione invernale è straniera. A monte dell’ordinanza si sarebbero “aperte le porte” ai turisti guariti o vaccinati. Ora, alla luce di quanto contenuto nell’ordinanza, anche questi ultimi devono sottoporsi ad un tampone. Ovviamente, i turisti stranieri, a questo punto vaccinati, guariti o meno, ci penseranno due volte prima di sottoporsi ad un tampone che, se dal risultato positivo, potrebbero costringerli a finire in quarantena».

«Non riesco a comprendere le ragioni che inducono il nostro Governo a definire, per l’ingresso dei cittadini stranieri in Italia, le restrizioni più rigide d’Europa – afferma il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -, nonostante il buon esito della campagna vaccinale, che ha portato l’Italia ad ottenere i risultati migliori d’Europa.Chiediamo ai governi provinciali e nazionali di intervenire per sensibilizzare il più possibile il ministro della Salutead una revisione dell’ordinanza in questione, dando il tempo necessario ai turisti ed agli imprenditori del turismo di organizzarsi o riorganizzarsi».

Non va dimenticato, sottolineano Bocca e Battaiola, come «nelle scorse settimane le imprese del turismo hanno sostenuto l’ennesimo sforzo, adeguandosi alle nuove indicazioni sul green pass e sul super green pass, producendo uno sforzo che avrebbe dovuto realizzare le condizioni per consentire il sereno svolgimento delle attività economiche e sociali durante la stagione invernale».

Sulla questione interviene anche il deputato di Forza Italia, Dario Bond, secondo cui «la decisione, al momento unilaterale, del governo italiano di imporre l’obbligo del tampone e, per i soli non vaccinati, una quarantena di cinque giorni alle persone che provengono dagli stati europei sta trasformandosi in un boomerang per il turismo italiano, soprattutto perché è arrivata senza alcun preavviso in un comparto economico dove la programmazione è tutto».

Mentre sono scattate le disdette a raffica, complice anche il dubbio sull’andamento della pandemia da Covid che anche in Italia si è rialzata con decisione, per Bond «alberghi e agenzie di viaggio sono presi tra due fuochi: da una parte i clienti che disdicono le prenotazioni; dall’altra, con le assunzioni di personale stagionale già effettuate e imagazzini già riforniti per servire clienti che non arriveranno mai. Per la serie, tristissima e purtroppo lunghissima, delle decisioni di governo prese a uzzolo. Il problema maggiore è per la stagione turistica invernale che, dopo un avvio promettente, ora sembra nuovamente avviata al fallimento, con l’impossibilità di accogliere i turisti stranieri, mentre tra quelli nazionali diventa preponderante il numero di coloro che scelgono di non fare vacanze per paura della pandemia. Per non dire delle città d’arte, dipendenti in gran parte dal turismo estero».

Bond condivide le preoccupazioni degli operatori turistici, specie riguardo alla mancata programmazione: «era così difficile, visto l’andamento al rialzo della pandemia da qualche settimana, prevedere con un po’ di anticipo i provvedimenti che si sarebbero andati a prendere senza lasciare nelle difficoltà gli operatori del turismo, delle agenzie di viaggio e del numerosissimo indotto? Sarebbe bello saperlo. Così come sarebbe bello sapere se ilgoverno Draghi, forte di questa decisione, ha già predisposto un paracadute per i danni che subiranno le aziende(indotto compreso) operative in montagna, già scottate da indennizzi giunti in ritardo e per giunta del tutto inadeguati a coprire i danni subiti».

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