Caro carburanti: il governo dà l’elemosina ai consumatori

Tagliati solo 8,5 centesimi alle accise e per un solo mese. Protesta dei consumatori e dei trasportatori di “Ruote Libere”. 

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Difronte allo stratosferico caro carburanti, il governo Draghi ai consumatori i classici quattro denari, che in questo caso costituiscono un’offensiva ed irrisoria elemosina, oltretutto temporanea.

Il Consiglio dei ministri sta per approvare un decreto che prevede la riduzione temporanea delle aliquote di accisa sui carburanti e ricorso all’extragettito per affrontare il caro energia. Un decreto del ministro dell’Economia di concerto con il ministro della Transizione ecologica prevede, secondo quanto si legge in una bozza del provvedimento, per 30 giorni dalla pubblicazione del decreto, che le aliquote di accisa siano ridotte: per la benzina a 643,24 euro per mille litri (dagli attuali 728,40 per mille litri); per oli da gas o gasolio usato come carburante a 532,24 euro per mille litri (da 617,40); Gpl usati come carburante a 182,61 euro per mille chilogrammi da 267,77 per mille chilogrammi. Di fatto, si tratta di un taglio, anzi taglietto di appena 8,5 cent/litro per benzina e gasolio. Alle minori entrate derivanti da questo taglio, si provvede, con il maggior gettito riferito al periodo 1° ottobre 2021-31 dicembre 2021, derivante dai versamenti periodici dell’Iva, valutato in 308,17 milioni di euro.

All’anticipazione del provvedimento che opererebbe un taglio di meno di un terzo della richiesta dei consumatori e degli autotrasportatori (30 cent/litro), le associazioni consumeristiche e di categoria si sono scatenati nelle note di critica e di biasimo all’operato del governo Draghi.

Per Assoutenti si tratta di «un provvedimento che sembra arrivare dai governanti di un altro pianeta, inadatto a far scendere i prezzi di benzina e gasolio e che non aiuterà né le famiglie, né le imprese. Siamo all’assurdo. Il taglio delle accise di appena 8,5 centesimi e solo per 30 giorni, dopo che i prezzi dei carburanti sono aumentati del +50% rispetto allo scorso anno, suona come una presa in giro per milioni di famiglie e imprese stremate dal caro-benzina – continua il presidente Furio Truzzi -. Una riduzione ridicola che non farà scendere i prezzi alla pompa e non apporterà alcun beneficio al Paese».

Le critiche al caro carburanti non cambiano dal fronte Codacons: per il presidente Carlo Rienzi, «si tratta di una colossale presa per i fondelli. Con i carburanti che hanno raggiunto quota 2,3 euro al litro, una riduzione così limitata delle accise e per la durata di un solo mese non apporterà alcun vantaggio famiglie e imprese. Da novembre ad oggi i listini al dettaglio di benzina e gasolio hanno subito una escalation costante ingrassando le casse dello Stato. Ci si aspetta dal Governo molto, ma molto di più, considerato che le accise pesano oggi per 0,728 euro al litro sulla benzina, 0,617 euro sul gasolio. Accise che vanno almeno dimezzate, se il Governo vuole davvero abbattere i prezzi alla pompa e risolvere l’emergenza carburanti».

Secondo l’Unione Nazionale dei Consumatori, il presidente Massimiliano Dona afferma che il “taglietto” delle accise «è una vergogna! Se la riduzione fosse confermata si tratterebbe di una presa in giro degli italiani. Una beffa e un insulto per chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Ma soprattutto un calo che non servirà a bloccare le speculazioni in corso. In pratica, conteggiando anche l’Iva al 22%, i prezzi si ridurrebbero di poco più di 10 cent, 10,37 cent, ossia, prendendo gli ultimi dati ufficiali del Mite, secondo i quali la benzina in modalità self service viene venduta in media a 2,185 euro al litro e il gasolio 2,155 euro al litro, i carburanti non scenderebbero nemmeno sotto i 2 euro, né la benzina che arriverebbe a 2,081 euro né il gasolio che si attesterebbe a 2,051 euro. Per il servito, ovviamente, sarebbe ancora peggio. Insomma, si tratta di un’elemosina».

Dal fronte dell’autotrasporto la portavoce degli indipendenti di “Ruote Libere, Cinzia Franchini, afferma che «se il tanto atteso taglio delle accise sui carburanti, previsto dal Decreto Energia, si riduce a soli 8,5 centesimi al litro per 30 giorni, si tratta davvero di una elemosina offensiva per tutti gli operatori del trasporto merci che da mesi stanno sopportando costi fuori controllo, con il gasolio stabilmente sopra i due euro. A questo si somma che ancora oggi non si conoscono i termini economici riguardanti la riduzione delle accise, solo per gli autotrasportatori, annunciati ieri con l’ennesimo deludente accordo sottoscritto dalle associazioni presenti all’Albo e il vice ministro Bellanova».

Per Franchini «dallo sconto sui pedaggi passando per la formazione, fino ad arrivare all’ ennesima revisione di normative già vigenti, il protocollo d’intesa di fatto conferma lo stanziamento di centinaia di migliaia di euro in contributi fruibili attraverso l’intermediazione, costosa per gli autotrasportatori, vantaggiosa per le associazioni. La domanda essenziale, riferibile alla emergenza del caro gasolio, resta però inevasa: di quanto verrà ridotto il costo del carburante agli autotrasportatori? O il taglio annunciato nella giornata di ieri dalla Bellanova è già stato cassato dal ministero dell’Economia? Su questo nell’accordo si cita solamente un aumento del bonus sulle accise, senza quantificare l’incremento. In base a affidabili indiscrezioni si parla di un taglio di appena 7 centesimi al litro, spiccioli peraltro applicabili in base alla normativa vigente solo a veicoli Euro 5 e Euro 6, escludendo così quasi il 50% del parco veicolare pesante del conto terzi».

Franchini termina con una stoccata rivolta alle maggiori associazioni dell’autotrasporto: «la rappresentanza per definizione è chiamata a tutelare le esigenze del settore di riferimento, purtroppo oggi accade il contrario. Le associazioni sembrano essere i cani da guardia della protesta, censurando le azioni spontanee, anche quelle pacifiche, dettate dalla esasperazione e sedendosi, al di là delle dichiarazioni di facciata, al fianco del Governo con l’unico obiettivo di mantenere se stesse».

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