Si complica l’evento Vasco Rossi a Trento: manca ancora l’autorizzazione di sicurezza

La commissione provinciale di vigilanza non si è ancora pronunciata. Intanto, il centro vaccinale inaugurato in pompa magna a maggio 2021 deve sloggiare buttando al vento il milione costato. 

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Il presidente uscente del Trentino, il leghista Maurizio Fugatti.

La vicenda attorno all’evento Vasco Rossi a Trento del 20 maggio prossimo s’ingarbuglia ancora di più, evidenziandoancora una volta come il governo provinciale guidato dal leghista Maurizio Fugatti abbia peccato di zelo e di presunzione, lanciando l’appuntamento senza prima avere in mano le autorizzazioni necessarie al suo svolgimento. Di più: sprecando 2 milioni di denaro pubblico per un evento meramente commerciale di un uomo di spettacolo di successo a fine carrierache non ha sicuramente alcun bisogno di sostegno pubblico per l’allestimento dell’area di svolgimento, un allestimento che comporta anche la demolizione del centro vaccinale inaugurato meno di un anno fa, a maggio 2021, il cui allestimento è costato oltre un milione di euro.

Il parere obbligatorio e vincolante della Commissione di vigilanza provinciale sull’area individuata per lo svolgimento dell’evento musicale a un mese dal suo svolgimento deve ancora pronunciarsi e, conseguentemente, manca pure l’autorizzazione del dirigente del Servizio di polizia amministrativa che si deve basare proprio sul parere della Commissione.

Di più: il dirigente provinciale del Servizio di polizia amministrativa, Marzio Maccani, solo qualche mese fa era finito nelle polemiche per via dei suoi dubbi circa l’idoneità dell’area individuata unilateralmente dai vertici della Provincia per l’evento. Un parere informale su cui i vertici della Provincia, ad iniziare dallo stesso Fugatti secondo il carteggio reso noto dal Pd, aveva fatto pressioni, fortissime pressioni, per avere il via libera all’evento musicale su cui lui e la sua squadra di governo hanno riposto un fortissimo investimento d’immagine (e di soldi pubblici) per rilanciare un’azione di governo decisamente traballante.

Alla base del ritardo nella formulazione del parere tecnico della commissione ci sarebbe il fatto che lo studio sul progetto di sicurezza commissionato dalla Provincia ad una società privata non sarebbe ancora stato consegnato a tutti i servizi che compongono la commissione, con la conseguente impossibilità a riunirsi per deliberare in merito.

Voci insistenti dicono che la cosa abbia infastidito decisamente tanto Fugatti, il quale starebbe meditando di sostituire in blocco i componenti della commissione e di spostare il dirigente Maccani ad altro incarico. Perché sul banco ballano, oltre all’immagine della giunta provinciale leghista, anche un bel pacco di soldi pubblici su cui la Corte dei conti avrebbe legittimamente tanto da chiedere sulla reale opportunità della spesa: dai 2 milioni investiti per l’approntamento dell’area – ora chiamata pomposamente Trentino Music Arena – per l’evento Vasco Rossi, al lavoro di decine di addetti della Protezione civile e dei vigili del fuoco ridotti alla stregua di operai, idraulici, elettricisti, giardinieri, cosa che ha suscitato la dichiarazione dello stato di agitazione del personale che potrebbe anche sfociare in un clamoroso sciopero proprio in concomitanza con l’evento, al rimborso dei 110.000 biglietti già venduti e di quelli ancora disponibili: sì, perché la Provincia ha dato alla società di Vasco Rossi la garanzia pubblica sui biglietti invenduti: cosa mai vista! Vasco ringrazia sentitamente l’Autonomia del Trentino quando in tutte le altre tappe del suo Live Tour 2022 è lui a dovere pagare gli enti locali per la messa a disposizione degli spazi, con tanto di pagamento di assicurazioni a garanzia dei possibili danni e dei servizi pubblici utilizzati.

Infine, ora emerge anche la questione del centro vaccinale allestito a maggio 2022 negli stessi spazi che ospiteranno l’evento musicale e che deve traslocare, interrompendo conseguentemente un servizio pubblico di valore ben superiore ad un evento meramente commerciale. Oltre a dovere individuare gli spazi alternativi dove spostarlo, emerge il fatto che così viene buttato via oltre un milione di euro speso per allestire gli spazi, all’insegna del peggiore spreco e mal governo della cosa pubblica, altro tema su cui la Corte dei conti avrebbe legittimamente da esprimersi e da chiedere conto agli autori della decisione.

Il 27 maggio 2021 all’inaugurazione del centro vaccinale i vertici leghisti dichiaravano che il centro sarebbe stato «una struttura destinata a durare». Già a durare poco più di due mesi, visto che il 26 luglio 2021, Fugatti & C. annunciavano in pompa ancora più grande che la stessa area un anno dopo avrebbe ospitato la tappa trentina di Vasco Rossi.

Davvero un bell’esempio di capacità programmatoria e di lungimiranza per il primo governo a trazione leghista dell’Autonomia trentina, capace come non mai di sprecare soldi pubblici per iniziative strampalate ed estemporanee, molte delle quali finite bocciate senz’appello pure dalla Corte costituzionale.

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