Caro energia, eredità pesante per il prossimo governo

La Cgia denuncia il boom degli insoluti: rischio che entro fine anno il 30% di famiglie e Pmi possa non essere più in grado di pagare luce e gas. 

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Ammonta ad almeno 35 miliardi di euro l’“eredità” che il nuovo Governo che uscirà dalle elezioni del 22 settembre si troverà in dote per il caro energia secondo l’Ufficio studi della CGIA.

Come è stata calcolata questa cifra? Se si considera che, rispetto l’anno scorso, i rincari energetici del 2022 ammontano a 127,4 miliardi di euro, a questo importo vanno sottratti i 58,8 miliardi di sostegni fin qui erogati dal Governo Draghi per contrastare il caro bollette. Importo, quest’ultimo, che include anche i 14 miliardi circa che il Governo Draghi ha approvato con il decretoAiuti ter”. Rispetto al 2021, pertanto, le famiglie e le imprese, al netto degli aiuti stanziati, dovranno farsi carico di un aumento del costo dell’energia elettrica e del gas che sfiora i 70 miliardi di euro.

Ritenendo improbabile un azzeramento di questo incremento, secondo l’Ufficio studi della CGIA il nuovo esecutivo dovrà, entro la fine del 2022 recuperarne almeno la metà (35 miliardi) per sostenere chi non ha i soldi per pagarle, altrimenti il rischio che il Paese “collassi” è molto probabile. Un impegno economico da far tremare le vene ai polsi, visto che entro la fine dell’anno, a meno che non si “scivoli” verso l’esercizio provvisorio, il nuovo Parlamento dovrà approvare anche la legge di Bilancio per il 2023 con dentro interventi per svariate decine di miliardi di euro.

Rischio che entro fine anno il 30% di utenze domestiche e Pmi non riesca a pagare le bollette

Secondo l’indagine campionaria condotta nel febbraio 2022 da Arte, il 15,4% delle Pmi e degli utenti domestici(molti dei quali sono costituiti da lavoratori autonomi e Partite Iva, le figure più colpite dalle ultime due crisi) non era riuscito ad onorare il pagamento delle bollette di luce e gas. Gli insoluti ammontavano a 26 milioni di euro, una cifra che, nel frattempo, è sicuramente aumentata.

Sette mesi fa l’ammontare dei debiti si aggirava in media tra i 7-800 euro al mese per gli utenti domestici, di circa 5.000 euro per le piccole imprese e le Partite Iva, che spesso hanno due utenze da pagare (quella dell’abitazione e quella dell’ufficio o del laboratorio). Con gli aumenti che in questi ultimi mesi hanno caratterizzato le bollette di luce e gas, secondo la Cgia si corre il pericolo che entro la fine dell’anno siano almeno il 30% le utenze domestiche e le Pmi non siano in grado di pagare le bollette.

Aiuti: 180 miliardi per il Covid, “solo” 58,8 contro il caro energia

Secondo molti esperti, gli effetti economici negativi del caro energia che si sono abbattuti quest’anno su famiglie e imprese sarebbero equiparabili  a quelli provocati negli ultimi 2 anni dalla pandemia. Ricordiamo che tra le chiusure stabilite per decreto a moltissimi settori economici e le limitazioni alla mobilità delle persone imposteper legge, tra il 2020 e il 2021 i governi che si sono succeduti hanno erogato 180 miliardi di euro di aiuti. Grazie ai ristori, ai contributi a fondo perduto e ai crediti di imposta, il Paese è rimasto in piedi. Certo, il debito pubblicorispetto al Pil era salito al 155% (anno 2020), tuttavia la crisi sociale è rimasta sotto controllo e il nostro Paese, con una intensità superiore a molti altri, è riuscito a risollevarsi. Prova ne sia che, ad oggi, pur toccando sempre una soglia molto preoccupante, il rapporto debito/Pil è sceso al 148%. Con la crisi energetica, invece, nel 2022 le misure per mitigare il caro bollette sono state pari a 58,8 miliardi di euro; risorse che, va sottolineato, sono state stanziate senza ricorrere a nessun scostamento di bilancio, anche se appare evidente a tutti che appaiono insufficienti per fronteggiare una crisi energetica che ci ha riportati indietro di quasi 50 anni. Almeno fino a quando l’Unione Europea non imporrà un tetto al prezzo del gas e il disaccoppiamento tra lo stesso e quello dell’energia elettrica prodotta dalle rinnovabili.

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