“Circonomia”: il Nord Italia primatista europeo di economia circolare

Consuma meno materia prima e ricicla di più in Europa. Maluccio il resto d’Italia. Se il Nord Italia fosse uno Stato indipendente, sarebbe il migliore d'Europa.

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Circonomia

Primi in economia circolare, maglia nera nella transizione verso un’energia pulita libera dai combustibili fossili e amica del clima: questa la sintesi, in chiaroscuro, del cammino verso la sostenibilità dell’Italia e in particolare della del Nord (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) fornita dal terzo Rapporto di “Circonomia”, il festival dell’economia circolare e della transizione ecologica in corso ad Alba in Piemonte.

Il Rapporto di “Circonomia” mette a confronto le performance italiane e delle ragioni del Nord con quelle di tuttigli altri Paesi europei. «Quest’anno “Circonomia” – affermano i direttori del Festival, Roberto Cavallo e Roberto Della Seta – cade alla vigilia delle elezioni politiche. Coincidenza ovviamente casuale ma significativa: i temi affrontati nei tanti appuntamenti della rassegna, dalla transizione ecologica all’energia, sono sempre più centrali nel dibattito pubblico. Così, in particolare, per i contenuti del terzo Rapporto sul cammino sostenibile dell’Italia, che fornisce una fotografia di grande interesse e spesso sorprendente, sui punti di forza e di debolezza della transizione italiana verso l’economia circolare e l’energia sostenibile. Questa settima edizione di “Circonomia” e questo terzo Rapporto giungono in un anno reso drammatico dalla guerra in Ucraina, alle porte dell’Europa, scatenata da Putin: guerra che rende ancora più vistosa l’urgenza in particolare per l’Europa di uscire dalla dipendenza dalle energie fossili che minaccia non solo la stabilità climatica ma la nostra libertà».

Che posto hanno la macroregione del Nord Italia e l’Italia in generale in Europa, quale la loro posizione in un’ipotetica classifica europea, rispetto a alle sfide dell’economia circolare e della transizione energetica? Queste per punti le risposte che vengono dal terzo RapportoCirconomia”, misurate su dati concreti.

Il Nord italiano è leader in Europa quanto a circolarità ed efficienza d’uso delle risorse: è primo per tasso di riciclo dei rifiuti (urbani + speciali) nel confronto tra i 27 Paesi dell’Unione (81% contro una media europea del 37,9%), svetta insieme alle regioni del Centro per produttività d’uso della materia (4.064 Euro di Pil generato per tonnellata di materia consumata) con un risultato migliore di Germania, Francia e Spagna e largamente superiore alla media europea, si colloca al secondo posto dietro soltanto la Germania per tasso di riciclo dei rifiuti urbani (59%, contro il 67% della Germania, il 42% della Francia, il 48% della media UE).

Se il Nord italiano fosse uno Stato indipendente, risulterebbe primo nell’Unione Europea nell’Indice di Circolarità, davanti anche a Paesi con una (giustamente) rinomata reputazione di sostenibilità come la Germania, i Paesi Bassi, la Danimarca.

L’Indice di Circolarità è costruito su 17 diversi indicatori raggruppati in tre categorie: indicatori di impatto(consumi di materia e di energia per abitante), indicatori di risposta (incidenza di pratiche virtuose, dalla percentuale di rinnovabili sul consumo di energia al tasso di riciclo dei rifiuti), indicatori di efficienza (consumi di materia e di energia, produzione di rifiuti, consumo di suolo per unità di Pil generato). In 14 indicatori su 17 il Nord Italia ottiene risultati migliori della media europea.

Due dei 17 indicatori considerati riguardano le emissioni di gas climalteranti, dirette responsabili della crisi climatica. Qui il Nord Italia e l’Italia in generale offrono performance migliori della media europea sia nelle emissioni pro-capite che nel rapporto tra emissioni e Pil generato, grazie soprattutto all’ormai marginale utilizzo termoelettrico del carbone che è l’energia fossile a più elevato potere climalterante, ma decisamente peggiori rispetto a molti Paesi del Nord Europa. Il Nord emette 7,1 tonnellate di CO2 equivalente per abitante (media europea 7,6 t) e 213 tonnellate di CO2 equivalente per ogni milione di Euro di Pil (media europea 258 t), l’Italia emette 6,4 tonnellate di CO2 equivalente per abitante e 232 tonnellate di CO2 equivalente per ogni milione di Euro di Pil.

L’eccellenza delle regioni del Nord Italia nell’economia circolare è tanto più significativa visto che esse presentano, sul piano del profilo climatico e per la presenza di una forte e diffusa industria manifatturiera, condizioni di impatto potenzialmente rilevante in termini di energia e di rifiuti.

Come il Nord Italia, anche l’Italia in generale primeggia nell’Indice di Circolarità: guida la classifica dei 27 Paesidell’Unione Europea. Ma l’analisi dei dati mostra una vistosa differenza tra Nord e Sud Italia: le regioni meridionali ottengono anch’esse un brillante risultato complessivo, ma dovuto prevalentemente a bassi livelli dei consumi e della conseguente pressione sulle risorse naturali. Insomma, nel Sud dell’Italia l’impatto moderato delle attività umane sull’ambiente è frutto più di arretratezza economica che di efficienza nell’uso delle risorse.

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