Carburanti nel 2022 evase accise per oltre 450 milioni di euro

I controlli della Guardia di Finanza fanno emergere anche 989 violazioni. Attenzione alle speculazioni attese sul gasolio dopo l’entrata in vigore dell’embargo alle importazioni dalla Russia il 5 febbraio.

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prezzo carburanti

Nella catena distributiva dei carburanti qualcosa non quadra e i 2.518 controlli della Guardia di Finanza hanno portato alla scoperta di oltre 450 milioni di evasione delle pesanti accise gravanti su benzina e gasolio, contestando 989 violazioni alla disciplina prezzi, di cui 341 per mancata esposizione e/o difformità dei prezzi praticati rispetto a quelli indicati e 648 per omessa comunicazione al ministero.

I dati sono stati comunicati dal colonnello Alberto Nastasia, capo Ufficio tutela uscite e mercati del Comando generale della Guardia di Finanza, in audizione alla Commissione Attività produttive della Camera, circa la trasparenza dei prezzi dei carburanti, sottolineando che dopo le direttive impartite dal governo Meloni è stata disposta «un’ulteriore intensificazione» dell’azione di controllo sulla catena distributiva dei carburanti.

Quanto all’accisa evasa sui carburanti, nel 2022 «è stata quantificata in oltre 450 milioni di euro – ha detto Nastasia -. Nel 2022 su accise e iva sono stati effettuati 2.514 interventi, rilevando 1.084 violazioni e deferendo all’autorità giudiziaria competente 866 soggetti, di cui 15 tratti in arresto».

I dati della Guardia di Finanza relativi ai controlli presso le pompe di benzina e alle violazioni riscontrate in tema di prezzi, «confermano in pieno le denunce avanzate dal Codacons nelle ultime settimane. Le violazioni sul fronte dell’esposizione dei prezzi al pubblico, le irregolarità e l’omessa comunicazione dei listini al ministero proseguono indisturbate – denuncia il presidente, Carlo Rienzi -. Una situazione grave che conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, tutte le nostre denunce circa le anomalie dei prezzi e i comportamenti scorretti a danno dei consumatori».

Nei prossimi giorni è necessario intensificare i controlli sui prezzi del gasolio, già ai massimi in quanto l’Europa è deficitaria nella produzione interna del carburante che muove l’economia continentale, specie in Italia dove oltre l’80% della movimentazione merci avviene su strada. Il problema è che il prodotto è importato per oltre il 40% dei consumi dalla Russia, realtà che a partire dal 5 febbraio prossimo sarà sottoposto ad embargo, situazione che ha già fatto schizzare i prezzi del gasolio sui mercati internazionali a 1.000 dollari/tonnellata con aspettative di quotazioni anche fino a 1.600 dollari/tonnellata. E, secondo uno studio di Wood Mackenzie, parallelamente al rialzo delle quotazioni internazionali del gasolio tra febbraio e marzo 2023 sono attesi al rialzoanche i margini di raffinazione a 40 dollari/barile, con una crescita del 470% in più rispetto al 2021.

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