La battaglia contro i biocarburanti del talebano ambientalista Frans Timmermans

Il vicepresidente olandese ed esponente dei socialisti della Commissione con delega al clima approva i carburanti sintetici tedeschi, ma boccia quelli italiani a base organica.

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battaglia contro i biocarburanti

Il talebano ambientalista vicepresidente della Commissione europea, il socialista olandese Frans Timmermans, non pago di avere imbracciato una battaglia a prescindere per le emissioni zero di tutto quanto lo circonda, ha imbracciato la battaglia contro i biocarburanti.

Timmermans ha attuato la politica del doppio binario in fatto di carburanti sostenibiliaprendo all’utilizzo di quelli sintetici a base idrogenata proposti dalla Germania (ma guarda!) ma chiudendo a doppia mandata verso quelli a base organica da materie di scarto agricolo e di reflui zootecnici e urbani proposti dall’Italia e già prodotti con successodall’Eni nelle due bioraffinerie di Venezia e di Gela e, prossimamente, in quella di Livorno.

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Davvero è difficile capire la nuova battaglia contro i biocarburanti imbracciata dall’Olandese (che sia una riedizione di quelle contro i mulini a vento?), anche perché non si capisce il percorso concettuale di una simile decisione, visto che se l’obiettivo è di ridurre fino ad azzerarle le emissioni climalterantinon si dovrebbe mettere fuori legge a prescindere l’utilizzo di una tecnologia o di un prodotto che consente di ridurre grandemente (fino al 90%) le emissioni del parco veicoli già circolante. Tanto più che la proposta italiana – a differenza di quella teutonica – ha anche il vantaggio di essere meno costosa e di avere vantaggi ambientali più ampi e diffusi, a partire dall’abbattimento dell’impatto dei reflui zootecnici.

Ma tant’è e a Bruxelles ormai ci hanno abituato alle visioni miopi e alla corsa sghemba verso il baratrodell’abbraccio cinese, che priva l’Europa di una propria autonomia energetica e strategica in fatto di mobilità.

L’unica consolazione è che questa Commissione è a fondo corsa e che nella primavera del 2024 si dovrebbe potere vedere un risorgimento dell’interesse europeo inteso come difesa dei propri valoristoria e tecnologia senza gli appecoronamenti che si sono visti durante la gestione del duo von der LeyenTimmermans, due personaggi che con il loro furore ambientalista lasceranno ai posteri una difficile eredità da cambiare in profondità il più presto possibile.

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