Corridoio del Brennero: l’Italia avvia la procedura d’infrazione nei confronti dell’Austria

Il governo esce dal letargo e stana la Commissione europea che da 4 anni è immobile sulla tutela del principio della libera circolazione comunitaria.

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Corridoio del Brennero autotrasporto scende in agitazione

Dopo 4 anni di tira e molla, il governo Meloni è finalmente uscito dal letargo dei precedenti esecutivi, avviandola procedura d’infrazione nei confronti dell’Austria per la violazione dei principi di concorrenza e della liberacircolazione delle merci e delle persone all’interno del territorio dell’Unione, specie nel tratto tirolese del Corridoio del Brennero.

Una decisione salutata con soddisfazione da parte degli autotrasportatori, chiamati a sopportare costi da oltre 250 milioni all’anno per le difficoltà di transito nel tratto tirolese del Corridoio del Brennero, complice i vari divieti settoriali di circolazione dei Tir non austriaci e del contingentamento orario in entrata da Kufstein dei Tir provenienti dalla Germania.

«Apprendiamo della volontà del governo italiano di avviare la procedura di infrazione contro l’Austria. Finalmente! – esulta il presidente di Fai-Conftrasporto Paolo Uggè -. L’autotrasporto italiano si vede mobbizzare da anni dalle politiche austriache, perdendo in competitività rispetto ai partner internazionali, una perdita quantificata (anche) in milioni di euro ogni mese».

«Come se non bastasse, ora l’Austria chiude i confini anche per l’accoglienza ai migranti, il che ci rafforza nell’idea che tutto questo deve essere fermato, e solo la legge può farlo – aggiunge Uggè –. A maggior ragione, quindi, apprezziamo l’annunciata azione del ministro ai Trasporti italiano presso la Corte di Giustizia, assiemealla Germania. Speriamo che anche il presidente Ursula Von der Leyen e la Commissione europea capiscanoche rappresentare gli europei significa proteggerli e non permettere che alcuni possano prevalere su altri con politiche e decisioni contro il diritto europeo o contro il rispetto della vita umana».

Uggè lancia una provocazione a Salvini e a Piantedosi: «mentre attendiamo la decisione della Corte di giustizia Ue, perché non mettere al confine Italia-Austria decine di auto delle forze dell’ordine a controllare il rispetto delle norme sulla sicurezza, sul lavoro e sul rispetto dell’ambiente di chi entra in Italia? Siamo europei, ma siamo anche italiani, e ricordiamoci che le regole devono valere per tutti».

Per l’eurodeputato veronese della Lega, Paolo Borchia, componente della commissione Trasportiall’Europarlamento, critica il comportamento di von der Leyen da 4 anni immobile sulle ripetute violazioni austriache ai principi di concorrenza e di libertà di circolazione delle merci e delle persone che «sono assolutamente discriminatori per l’Italia e provocano un danno annuo di oltre 250 milioni di euro per la nostra economia. Adesso basta, almeno della Corte europea ci aspettiamo fatti concreti».

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