Il concordato fiscale preventivo biennale è in arrivo

Interessa contribuenti forfettari e partite Iva soggetti agli Isa. Il fisco attende maggior gettito per 760,5 milioni, i contribuenti maggiore certezze.

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Il nuovo strumento del concordato fiscale preventivo biennale per i lavoratori autonomi (sottoposti a indici di affidabilità e forfettari) e partite Iva è pronto e dovrebbe portare ad un maggior gettito in termini di cassa di 760,5 milioni: 748,1 nel 2024 e 12,3 milioni nel 2025. Maggior gettito che non sarà cautelativamente incluso nei conti.

Il dato è contenuto nella previsione del governo Meloni nella relazione tecnica al decreto legislativo di attuazione della delega fiscale che riguarda la regolarizzazione di forfettari contribuenti ordinari sottoposti agli indici di affidabilità.

La platea complessiva di contribuenti che aderiscono al regime forfettario nel 2021 – spiega la relazione del governo – (dati desunti dal terzo fascicolo del modello redditi) è pari a 1.777.830, mentre i contribuenti ordinarisoggetti agli Isa sono 2.541.448. Il concordato prevede che per aderire i contribuenti debbano essere in regolacon il fisco, anche attraverso l’estinzione dei ruoli superiori a 5.000 euro e la previsione di dichiarare un reddito di almeno 2.000 euro.

Sono poi previste norme specifiche sul giudizio di affidabilità per gli Isa (deve essere almeno 8 o ci si deve mettere in regola). L’effetto dell’estinzione dei ruoli per i forfettari nel 2024 è di 55.875.948 euro, mentre l’effetto del raggiungimento del voto 8 per i soggetti Isa è stimato in 605.801.891 euro. Considerate anche le altre voci il totale per il 2024 è: 748.105.457 milioni e 12.394.594 nel 2025. Nei due anni 760.500.051.

Il concordato fiscale preventivo biennale porta appresso la certezza dell’assenza di controlli per i due anni di validità, ma comporta anche rischi e vantaggi: se il contribuente registra una crescita del proprio giro d’affari fino al 30% rispetto a quanto concordato, questo sarà tenuto esente dalle fauci del fisco. Se sarà superiore, sarà sottoposto a normale tassazione. Viceversa se il giro d’affari cala: nei due anni di validità il contribuente è tenuto a versare il contributo fiscale pattuito.

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