Pubblica amministrazione: in Trentino il personale è sempre più vecchio e malpagato

In aumento i dipendenti con più di 54 anni. Si allarga ad oltre 10.000 euro la forbice delle retribuzioni tra le autonomie di Trento e di Bolzano.

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Il personale in servizio presso la pubblica amministrazione del Trentino è sempre più vecchio e malpagato, specie in riferimento con l’Alto Adige, dove gli stipendi sono mediamente più alti di oltre 10.000 euro l’anno.

L’indagine condotta dall’Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT) aggiorna i risultati della rilevazionedel personale della pubblica amministrazione operante nel territorio della provincia di Trento, mettendo a confronto le dinamiche occupazionali e retributive con i dati nazionali per i diversi comparti contrattuali.

A livello nazionale negli ultimi anni la dinamica del numero di occupati della pubblica amministrazione interrompe la fase di ridimensionamento iniziata a partire dagli anni Duemila come conseguenza delle politiche di contenimento della spesa pubblica messe in atto dal Governo nazionale: dal 2015 si assiste a una sostanziale stabilizzazione della curva degli occupati.

A livello locale l’andamento discendente si inverte a partire dal 2017, grazie alla ripresa delle assunzioniall’interno della pubblica amministrazione locale, che compensa la dinamica regressiva registrata dal comparto dell’amministrazione centrale operante in Trentino.

L’incidenza del personale pubblico a tempo indeterminato sulla popolazione residente si conferma in Trentino più elevata sia nei confronti della media delle regioni a statuto speciale (ma inferiore all’Alto Adige), sia nei confronti delle regioni a statuto ordinario. Le differenze si giustificano in virtù delle maggiori competenze che sono state trasferite/delegate dallo Stato alle province autonome. Si tratta del personale della scuola, del personale forestale, dei vigili del fuoco e di altre figure specifiche, vale a dire di personale che nelle altre regioni afferisce di regola allo Stato.

Il costo medio del personale pubblico (dipendenti a tempo indeterminato e determinato), dopo essere stato in Trentino e in Italia sostanzialmente su livelli analoghi per quasi tutto il decennio, tende a stabilizzarsi a livello locale dal 2018, mentre cresce in modo consistente a livello nazionale a partire dal 2017. Nel confronto giocano un ruolo importante, tra l’altro, anche i diversi momenti in cui avvengono i rinnovi dei contratti di lavoro.

La retribuzione media del personale a tempo indeterminato del contratto delle autonomie locali, senza quindi la parte contributiva a carico del datore di lavoro, si attesta nel 2021 in Trentino a 33.197 euro, un livello decisamente più contenuto rispetto al valore della retribuzione delle regioni a statuto speciale (36.928 euro) e, in particolare, dell’Alto Adige, territorio che si caratterizza per il valore più elevato (43.236 euro), confermando così anche la doppia velocità e il fortissimo divario dei bilanci delle due autonomie speciali (7,64 miliardi per l’Alto Adige e 4,62 per il Trentino).

Più in generale, considerando tutti i comparti contrattuali, la retribuzione media a livello nazionale si colloca nel 2021 a 37.364 euro, un valore ragguardevole che si giustifica con l’insieme estremamente eterogeneo delle categorie stipendiali in essere, all’interno delle quali rientrano anche contratti che presentano retribuzioni medie tradizionalmente elevate (magistratura, forze dell’ordine, sanità, enti pubblici non economici, enti di ricerca, ecc.).

A partire dal 2018 la retribuzione media del personale a tempo indeterminato in Trentino tende a stabilizzarsi. Invece negli altri territori considerati risulta in ulteriore crescita.

La tendenza all’invecchiamento del personale pubblicoconfermata dall’incidenza degli over 54 anni, che passa dal 30,1% nel 2017 al 32,4% nel 2021. Migliora nel contempo ulteriormente il livello di scolarizzazionedel personale: l’incidenza dei laureati si attesta infatti al 44,4% nel 2021, quasi otto punti percentuali in più rispetto al 2017.

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