Rapporto Censis 2023 italiani sonnambuli, vecchi spaventati da clima e guerra

Preoccupa l’andamento demografico: nel 2040 solo una coppia su 4 avrà figli. Nel 2050 l’Italia avrà perso 4,5 milioni di abitanti e 8 milioni di persone in età lavorativa.

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Rapporto Censis

Secondo il rapporto Censis 2023 l’Italia è un Paese che invecchia sempre più, un Paese di “sonnambuli” che restano inermi davanti ai presagi e in cui si fanno strada paure a 360 gradi: dal tracollo economico a una guerra mondiale.

Questa la fotografia preoccupante e inquietante per l’Italia quella scattata dal LVII rapporto Censis; un’istantanea in cui, dice l’istituto, «alcuni processi economici e sociali largamente prevedibili nei loro effetti, sembrano rimossi dall’agenda collettiva del Paese, o comunque sottovalutati, benché il loro impatto sarà dirompente per la tenuta del sistema». E qua emerge ancora una volta la decisa impreparazione della classe politica italiana, pesantemente inadeguata a risolvere i problemi attuali e futuri della nazione.

Il primo, macroscopico, effetto è l’invecchiamento. Nel 2050, tra meno di trent’anni, si stima che l’Italia avrà perso complessivamente 4,5 milioni di residenti, come se le due più grandi città, Roma e Milano, scomparissero nel nulla. La flessione demografica sarà il risultato di una diminuzione di 9,1 milioni di persone con meno di 65 anni e di un contestuale aumento di 4,6 milioni di ultra 65. Inevitabilmente diminuirà anche la fascia di popolazione in età lavorativa che si ridurrà di quasi 8 milioni di persone.

Nel vicinissimo 2040, solo una coppia su quattro avrà figli. Per quella data i nuclei unipersonali aumenterannofino a 9,7 milioni (il 37% del totale). Di queste, quelle costituite da anziani diventeranno quasi il 60% (5,6 milioni) e saranno sempre più soli.

Un contesto in cui cresce la rassegnazione: otto italiani su dieci sono convinti che il Paese sia «irrimediabilmente in declino». E trovano terreno fertile le paure. Così l’84% si dice impaurito dal clima“impazzito”, mentre il 73% vede all’orizzonte una crisi economica e sociale molto grave, con povertà diffusa e violenza. Quasi sei su dieci temono, invece, che scoppi un conflitto mondiale e oltre la metà ritiene che non siamo in grado di proteggerci da eventuali attacchi terroristici di stampo jihadista.

Cambiano anche i desideri della popolazione, che non punta più alla conquista dell’agiatezza, ma alla ricerca di uno spicchio di benessere quotidiano. Il 62% cerca momenti da dedicare a sé stessi e un plebiscitario 94% rivaluta la felicità che deriva dalle piccole cose di ogni giorno come il tempo libero, gli hobby, le passioni personali. Oltre l’80% è molto attento a gestire lo stress e alle relazioni personali. E anche la soddisfazioneprofessionale non è più al primo posto: per quasi nove occupati su dieci mettere il lavoro al centro della vita è un errore. Nonostante questo, l’occupazione nei primi sei mesi 2023 segna un record con la fase espansiva, avviata già nel 2021, che si è consolidata. Sono 23,4 milioni gli occupati nel primo semestre di quest’anno: il dato più elevato di sempre anche se l’Italia resta ancora indietro in Europa.

Sul fronte dei diritti, il rapporto Censis individua una nuova stagione. Il 74% si dice favorevole all’eutanasia, mentre sette italiani su dieci approvano l’adozione di figli da parte dei single e il 54% da parte di coppie omogenitoriali. Il 65% si schiera a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso e il 72% dice sì all’introduzione dello ius soli. Una percentuale che sale al 76% per lo ius culturae.

Resta poi una fetta che sempre più decide di varcare i confini nazionali con l’obiettivo di una vita miglioreall’estero. Una cifra in aumento del 36% nell’ultimo decennio, quasi 1,6 milioni in più. A caratterizzare i flussi più recenti sono soprattutto i giovani. Nell’ultimo anno, di 82.000 espatriati il 44% (oltre 36.000) hanno tra i 18 e i 34 anni. Anche il peso dei laureati sulle partenze è aumentato significativamente, passando dal 33% del 2018 al 45% del 2021. Questa costituisce la perdita più rilevante del sistema Paese, perché vengono a mancarele competenze su sui la collettività ha investito per la formazione che viene goduta gratuitamente all’estero.

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