Concessioni autostradali, a dicembre la revisione del sistema?

Il viceministro ai Trasporti Rixi annuncia la volontà di arrivare ad un costo chilometrico unico. Ma sarebbe meglio, partendo dalle concessioni scadute o in scadenza, superare la manomorta dei rinnovi.

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Concessioni autostradali

Per le concessioni autostradali è in arrivo qualche segnale di cambiamento, specie per il sistema di tariffazione per gli utenti: il viceministro ai Trasporti, il leghista Edoardo Rixi, ha annunciato la volontà di arrivare ad un costo chilometrico uguale su tutta la rete, superando le odierne differenze, spesso molto sensibili, tra una tratta e l’altra.

«È una delle “milestone” del Pnrr, quindi entro dicembre dobbiamo rivedere le regole dei concessionari e ovviamente è un “working in progress”. Oggi – ha detto Rixi – le concessioni autostradali hanno tagli diversi. Ci sono concessioni più o meno redditizie, in alcuni casi si fa del “cross financing” nei concessionari perché ci sono pezzi di rete che rendono e altri che sono in deficit. Tendenzialmente, un’autostrada in Pianura padana, dove non ci sono gallerie e pochi viadotti e con intenso traffico, è molto più conveniente rispetto a un tratto appenninico che è tutto gallerie e viadotti e magari con un traffico non così intenso».

Per il viceministro ai Trasporti, sulla rete autostradale «oggi abbiamo tariffe diverse e in alcuni casi molto elevate proprio perché la tariffa autostradale è basata sui costi delle manutenzioni e sugli investimenti che vengono fatti nella tratta. Riuscire a fare, con regole diverse, un sistema in qualche modo compensativo tra i concessionari che consenta all’utente di avere per chilometro la stessa tariffa, tenendo presente che se c’è un viadotto deve essere remunerato di più e se c’è un tratto in pianura di meno, consentirebbe di aumentare il traffico su alcune aree e di diminuirlo su altre. E questo ci agevolerebbe sulla distribuzione del traffico sulla rete nazionale».

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Il fatto che Rixi abbia aperto ad una rivisitazione del sistema delle concessioni autostradali, dovrebbe spingerlo a buttare il cuore oltre l’ostacolo e a prevedere il superamento del sistema delle concessioni rinnovate – spesso in capo all’originale concessionario – ad ammortamento trentennale concluso. Sarebbe un bel passo avanti per superare un sistema che ha un forte retrogusto feudale, dove pochi lucrano fortemente sugli utenti che ricevono in cambio un servizio spesso di pessima qualità in fatto di scorrevolezza e tempi di percorrenza.

Rixi potrebbe iniziare dalla scandalosa situazione dell’Autostrada del Brennero, che si vede prorogato di finanziaria in finanziaria la concessione scaduta da 10 anni senza mai arrivare ad una conclusione della vicenda. Si abbia il coraggio di passare i 313 chilometri di autostrada da Campogalliano al confine del Brennero nelle mani dell’Anas o di qualche braccio operativo del ministero. E lo stesso si deve fare per tutte le concessioni in prossima scadenza.

Per tutte le altre, quanto al pagamento, si abbia il coraggio sì di arrivare ad un costo chilometrico unitario su tutte le tratta, ma lo si accompagni anche con un cambio del metodo di pagamento, magari introducendo la vignetta forfettaria settimanale, mensile o annuale per gli utenti. Sarebbe un vantaggio per tutti.

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