Finanza pubblica di Italia, Germania e Francia traballante

Ma rimane ancora inferiore alla previsione della Finanziaria 2024 al 1,2%, cosa che imporrà una manovra correttiva. E in Germania non si va oltre lo 0,1%, mentre in Francia vola il deficit al 5,5%.

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Finanza pubblica produzione industriale del Veneto rischio d’insolvenza

La finanza pubblica dei maggiori paesi europei, Italia, Germania e Francia, nel 2024 rimarrà debole, con ridotta crescita del Pil e sfondamenti del deficit pubblico.

Per l’Italia, Prometeia rivede al rialzo le stime sulla crescita nel 2024, che dovrà comunque fare i conti con un primo semestre «ancora cauto»: il trascinamento positivo dallo scorso anno, si legge nell’ultimo Rapporto di previsione della società di consulenza e analisi, porta a una revisione del Pil allo 0,7%, dallo 0,4% del precedente rapporto di dicembre, mentre nel 2025 la crescita sarà dello 0,9%. Ma il dato è ancora largamente inferiore a quel 1,2% previsto dalla Finanziaria 2024, il che renderà necessario una manovra correttiva della finanza pubblica in occasione dell’assestamento di bilancio a cavallo dell’appuntamento elettorale europeo.

Se l’Italia comunque galleggia, in Germania l’economia è ancora in affanno, con i cinque principali istituti di ricerca economica tedeschi, nel loro rapporto di primavera, che hanno rivisto «significativamente al ribasso» le previsioni per il 2024 e ora prevedono una crescita del Pil della Germania solo dello 0,1%, mentre la previsione autunnale era ancora dell’1,3%.

«La produzione economica è attualmente a un livello appena superiore a quello precedente la pandemia. Da allora, la produttività in Germania segna il passo. Di recente, i mercati esteri e quelli nazionali hanno avuto più venti contrari che a favore – si afferma nella nota diffusa dai centri di ricerca -. I consumi privati sono cresciuti più tardi e in modo meno dinamico di quanto previsto dal Gruppo di progetto congiunto per le previsioni economiche. Le esportazioni tedesche sono diminuite nonostante l’aumento dell’attività economica globale, soprattutto perché la domanda di beni strumentali e intermedi, importanti per la Germania, è stata debole e la competitività dei prezzi dei beni ad alta intensità energetica ha sofferto».

Massima allerta sui conti pubblici della Francia, seconda economia dell’Eurozona più che mai in alto mare rispetto agli obiettivi di bilancio che si era prefissata per il 2023. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica il rapporto deficit/Pil ha raggiunto nel 2023 il 5,5%, pari a 154 miliardi di euro, percentuale ben superiore alle stime inizialmente previste dal governo Macron (4,9% per il 2023) e del 4,8% realizzato nel 2022. Quanto al debito pubblico, ammonta al 110,6% del Pil: un livello inferiore a quello del 2022 (111,9%) ma quasi un punto in più rispetto alle stime dell’esecutivo per il 2023 (109,7%).

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