Reddito di cittadinanza: 1,7 miliardi di buco nei conti dell’Inps

Il dato della Corte dei Conti sull’eredità del governo M5s con il supporto di Lega Salvini e Pd è impietoso.

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reddito di cittadinanza
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini felici alla presentazione del "sacco" dei conti pubblici italiani: reddito di cittadinanza e quota 100.

Se i conti pubblici italiani sono in crisi per l’enorme esborso legato alle regalie legate al reddito di cittadinanza, quota 100 e superbonus questo lo si deve in gran parte ai due governi guidati da Giuseppi Conte prima con la maggioranza tra M5s e Lega Salvini e, successivamente tra M5s, Pd e tutti i cespugli delle sinistre.

Il dato che emerge dal reddito di cittadinanza da parte della Corte dei Conti è impietoso: «dal rapporto annuale della Corte dei Conti sulla gestione dell’INPS e dai report di audit emerge che il 50% delle persone che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza non ne avevano i requisiti. Si è scoperto che una persona su due faceva auto dichiarazioni false per ottenere i soldi. Un danno di 1,7 miliardi di euro stimato dalla Corte dei Conti. 900 milioni tra il 2019 e il 2020 e 800 milioni tra il 2021 e 2022» dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.

L’allegra finanza dei due governi guidati da M5s, secondo Ricchiuti, è culminata con la voragine del Superbonus 110% approvato dalla maggioranza del governo Conte 2: «le truffe legate ai bonus edilizi hanno bruciato circa 17 miliardi. Quando è partita la misura nel 2019 non era previsto nessun controllo preventivo e l’erogazione avveniva automaticamente solo sulla base dei dati auto dichiarati, mentre i controlli venivano fatti successivamente e solo su segnalazione delle forze dell’ordine o dell’autorità giudiziaria».

Tornando al reddito di cittadinanza, di cui Conte nella campagna elettorale per le europee decanta ancora i meriti, secondo Ricchiuti il provvedimento è andato a vantaggio soprattutto di «criminali, usurai, finti nullatenenti, da chi dichiarava di aver ricevuto una riduzione dell’orario di lavoro a chi dichiarava di aver perso il lavoro con contratto indeterminato. Capitolo a parte – prosegue – quello degli extracomunitari, moltissimi dei quali hanno ricevuto il sussidio avendo richiesto il codice fiscale poco prima della presentazione della domanda e nonostante non risiedessero in Italia da almeno 10 anni». Molti dei quali finiti a parenti ricongiunti dell’immigrato presente in Italia che attestavano una falsa residenza per fruire del beneficio, mentre vivevano nel loro paese d’origine, dove la mancetta grillina aumentava di valore.

Per Ricchiuti «sono state misure anche giuste nell’intento iniziale, ma scritte malissimo e gestite peggio. 1,7 miliardi di euro del Rdc che non si recupereranno mai. Un mostruoso spreco di denaro pubblico che impegneranno le prossime manovre finanziarie e che pagheranno i nostri figli e nipoti. Gli autori di questi danni dovrebbero nascondersi, invece fanno ancora i “professori” e cercano di spiegarci come si dovrebbero investire le risorse che non ci sono anche per causa loro».

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