Regione Veneto, un quarto delle 427 leggi approvate dal Consiglio tra il 2007 e il 2010 non sono mai state finanziate

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Franco BonfanteUn quarto circa delle 427 leggi di spesa approvate dal Consiglio regionale del Veneto fra il 2007 e il 2010 non sono mai state finanziate, o lo sono state solo in parte. Quelle per cui non è mai stato sborsato neppure un euro sono il 12% del totale, mentre le leggi finanziate solo parzialmente sono il 10%. Questo scenario è stato scoperto dall’Osservatorio sulla spesa regionale, l’ufficio che supporta il Consiglio regionale nelle sue funzioni di controllo e indirizzo, al termine del monitoraggio sull’intero corpus delle leggi vigenti di spesa approvate a partire dal 2007, prima dell’avvento della crisi economica.

Molteplici i motivi di tale situazione, come ha confermato il vice presidente del Consiglio regionale veneto, Franco Bonfante (Pd), comunicando i risultati della ricerca consegnati a tutti i presidenti di Commissione: “personalmente credo che sia necessario un lavoro di semplificazione dell’assetto normativo, anche se ho il sospetto che tra le leggi inattuate si annidino non solo quelle superate, tacitamente abrogate o rimaste senza finanziamenti per effetto di una scelta politica di fronte alla riduzione delle risorse, ma anche vere e proprie ‘leggi-bandiera’ sventolate esclusivamente per fare propaganda o per mania di protagonismo”.

Come esempio di “legge-manifesto” il vicepresidente Pd del Consiglio ha citato l’abrogazione dei fondi destinati ai campi sinti e rom “approvata in commissione e mai arrivata in aula”, anche se questa, a rigor di diritto e di regolamento, non dovrebbe essere affatto catalogata tra le leggi approvate dal Consiglio regionale.

Tra le 52 leggi di spesa interamente non finanziate, quasi una su cinque riguarda il settore della cultura e una su sei quello della mobilità, con casi sporadici agli interventi sociali, per lo sviluppo delle Pmi e l’agricoltura. Le piccole e medie imprese figurano penalizzate anche a causa delle 43 leggi di spesa finanziate solo in parte (quasi una si cinque riguarda le Pmi), insieme a quelle sulla tutela del territorio (14% del totale) e alla mobilità regionale (12%). Tra i casi più o meno recenti segnalati, figura la legge regionale 9/2002 sugli interventi in materia di sicurezza, per la quale negli ultimi due anni non ci sono stati contributi agli enti locali e dal 2005 neppure un euro per contribuire alla sicurezza delle attività produttive, commerciali e turistiche.

“La ricerca è stata fatta per migliorare – ha spiegato Bonfante – ma ciò che se ne ricava fin da ora è che servono leggi di maggiore qualità e meno ‘bandiere’, meno tentazioni di protagonismo”.