Pressione fiscale al 53% e PIL in calo del 5,1% nel 2013

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Confartigianato FVG Rete Donne Imprese 1I dati di Confartigianato presentati a Palmanova al convegno Rete Donne Imprese
Fiorini: “manovra Monti inevitabile”. Tilatti: “ora via i privilegi”

Nel 2013 il PIL italiano calerà del 5,1% mentre nel 2012 la pressione fiscale, soprattutto in conseguenza delle due manovre estive alle quali s’è aggiunta quella dicembrina di Monti, sarà la più alta mai registrata nel belpaese: del 45% se calcolata sul PIL, ma addirittura del 53% quella effettiva, depurando cioè dal PIL il sommerso, che notoriamente non paga tasse. Sono alcuni dei dati ricavati dalle relazioni che Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato nazionale, e Andrea Trevisani, direttore nazionale delle politiche fiscali di Confartigianato, hanno presentato nella sala Giustinia al Meeting point San Marco di Palmanova da Confartigianato Friuli Venezia Giulia nell’ambito dell’attività del progetto “Rete Friuli Venezia Giulia Impresa Donna”.

Edgarda Fiorini Presentati da Edgarda Fiorini, presidente nazionale e regionale del Movimento Donne Impresa, che ha evidenziato come ora non vi siano altre strade per ridare ossigeno alle imprese che ridurre la spesa pubblica statale, Quintavalle e Trevisan hanno dipinto un quadro molto preoccupante, spiegando che, se non c’è ripresa, l’Italia difficilmente si salverà, anche perché la pressione fiscale non potrà essere ulteriormente alzata. I relatori hanno poi definito inevitabile la manovra Monti (“occorreva frenare la corsa al rialzo dello spread, che poi significa interessi più alti dei nostri titolo di Stato, un indebitamento maggiore e una concorrenza con il sistema finanziario nella raccolta di danaro che alla fine penalizza le imprese”).
Tuttavia, oltre al sostenere le imprese (“il decreto Salva Italia ha introdotto alcune azioni molto positive”, hanno detto), occorre metterle nella condizione di lavorare intervenendo sulla insostenibile “pressione burocratica” ed occorre togliere il pesante fardello dell’evasione fiscale che crea concorrenza sleale oltre a sottrarre risorse al sistema Italia: si calcola che nel Paese l’evasione di sia circa 230 miliardi di euro di base imponibile il che si tradurrebbe, se fossero colpiti adeguatamente gli evasori, in 100 miliardi in più di gettito nelle casse dello Stato, cosa che consentirebbe un veloce risanamento del debito pubblico senza gravare duramente sui “soliti noti”. Se, inoltre, il Governo riuscisse a introdurre una efficacie semplificazione burocratica (“è stato calcolato che solo su 71 procedure autorizzative il costo per le imprese è di 21 miliardi di euro”) si renderebbe l’Italia nuovamente competitiva introducendo di conseguenza anche una maggiore equità fiscale.

Graziano TilattiI lavori, ai quali hanno assistito oltre a un centinaio di imprenditori dirigenti della regione, sono stati conclusi dal presidente di Confartigianato Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, che ha avuto parole di fuoco contro il sistema finanziario e bancario internazionale: “loro hanno creato questa crisi, loro dovrebbero risolverla. Invece, come sempre accade, paghiamo tutti noi. Le imprese artigiane, come sempre, faranno la loro parte, ma chi governa – ha evidenziato Tilatti – cominciando dai partiti di questa maggioranza, comincino a far pagare anche a chi ha pensioni d’oro, spesso cumulabili, mentre ai nostri artigiani, che prendono poco o niente, il cumulo è vietato. Occorre dire anche basta ai privilegi: non sono accettabili pensioni da 30.000 euro al mese, magari più d’una. Se è vero che il paese non può permettersi di mandare in pensione un operai a 65 anni non può neanche permettersi il lusso ingiustificato di pochi privilegiati prendano pensioni d’oro”.